Un po' cazzeggio e un po' no, dipende dal giorno

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Stinco di maiale in agrodolce


Con questa ricetta partecipo al contest "Liberiamoci del maiale"
Il maiale in quanto suino non mi ha fatto nulla di male, anzi lo apprezzo specie in questa versione.
In quanto elettrice del centro-destra dovrei, forse, nascondermi in buon ordine. Non mi nascondo e non nego quanto fatto ma avendo le gonadi colme partecipo con entusiasmo ad un'iniziativa di protesta pulita, rispettosa e goliardica.
In fin dei conti l'agrodolce  è quanto ci propone questa nostra Italia: uno zuccherino ed un bicchiere di aceto… un micro aumento di stipendio e le pensioni a 70 anni…

Stinco di maiale in agrodolce
 
Ingredienti per 4 persone:
2 Stinchi di maiale da 600 gr. ciascuno divisi a metà
60 gr. di marmellata ai frutti di bosco
300 gr. di frutti di bosco freschi
Olio
Sale
Pepe
Aromi (aglio, salvia, rosmarino)
½ litro di vino bianco
Aceto bianco
 
Preparazione
 
Pillottare gli stinchi con sale, pepe e gli aromi.
Cuocere al forno su base d’olio per 40 minuti a 160°.
Mettere da una parte gli stinchi cotti unire il fondo di cottura, una spruzzata di aceto, la marmellata ed i frutti di bosco freschi. Sciogliere il composto.
Saltare in una padella capiente gli stinchi e la salsa ottenuta.
Servire su letto di insalata e, a piacere, su crostone di pane caldo.

  

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Strudel di ananas


Ingredienti pre ricetta:

– Una commensale intollerante a quasi tutto
– Una stagione che offre poca frutta (le mele cotte non le sopporto)
– Poche e non corrispondenti ricette online

Ingredienti PER la ricetta:
Pasta sfoglia
Ananas sciroppata
Zucchero di canna

Per guarnire:
Panna Spray
Cacao in polvere
Zucchero a velo
Kroccant Fabbri (che è una cosa fichissima, il sito non funziona ma lo trovate al supermercato)

Procedimento:

Passate dal verduraio di fiducia ed ordinategli per il giorno seguente, speranzosi, tre vaschette di fragole, il verduraio è egiziano e mentre cercate di farvi capire adottate la tecnica di due sì e un no quando lui parla una lingua sconosciuta.
Prendete la pasta sfoglia dal congelatore, passatela nel comparto frigo e andate a letto visto che è il giorno prima della cena.
Passate dal verduraio di fiducia e scoprite che le fragole "non è stagione" (imprecare in silenzio "lo sapevo anche io apposta te le ho ordinate ieri!")
Comprate dell'ananas sciroppato, parlate con vostra madre la quale vi dirà di fare attenzione perchè c'è troppo liquido.
Accedete ad internet e scoprite che tutte le ricette trovate partono da un'ananas dresca e non sciroppata.
A questo punto si va a braccio.

Scolate tutta l'ananas, prendete 4 fette e frullate tutto con il minipimer, prendete un colino mettete la poltiglia nel colino ed il colino su un bicchiere, scordatevi il tutto per un paio di ore (fate le cose per tempo).
Le restanti fette tagliatele a pezzettini ed usate tutto il rotolo di carta assorbente per asciugare il tutto.
Stendete la pasta sfoglia e cospargete generosamente di zucchero di canna.
Quando le due poltiglie diversamente consistenti vi sembreranno abbastanza asciutte procedete a rovesciare tutto sulla pasta sfoglia, chiudete a tagliare sul dorso come se fosse un nobile strudel di mele (che a voi-me na schifo), spolverate nuovamente di zucchero di canna (l'amica intollerante annovera nella lista l'uovo se voi non avete problemi potete spennellare precedentemente).
Infornate: io l'ho messo 19 minuti a 200 °

Servite caldo, spolverato di zucchero a velo e cacao in polvere, con un ciuffo di panna (non all'amica intollerante), ed un generoso disegno di Kroccant. Accompagna con il Vin Santo di Uve di Nobile fatto dal papà.

 Strudel di ananas 

Crema di broccoletti


Dopo aver rotto il ghiaccio con la crema di lenticchie ci ho preso gusto e questa cosa che con il freddo repentino mi vada una "minestra" ha dell'incredibile.
Qualche giorno fa mi è ripresa la voglia (anche stasera a dire il vero). Non avevo le lenticchie ma avevo combrato un mazzo di broccoletti.  Cerco la ricetta online ma non mi convince per cui la invento/adatto.


Fate appassire in un giro d'olio una cipolla, uno spicchio d'aglio e della carota. La carota ricordandovi della volta precedente l'avrete fatta alla giulienne (non perchè venga meglio ma perchè ne avete comprate tante e il resto ve le mangiate all'insalata), dopo un po' (sono precisa nelle istruzioni… lo so :-P) ci mettete i soliti 3 pachino spaccati a metà (saranno quelli sopravvissuti in frigorifero dalla volta scorsa) e 4 dadini di pancetta dolce, una spruzzata di qualcosa di alcolico, io stavolta non avevo il vino ci ho messo un rhum agricolo..
A parte fate del brodo, la ricetta online diceva vegetale, avevo quello di carne e quello ci ho messo!
Loro dicono di farne 800 ml, voi prendete una pentola e fatelo… quanto è e quanto vi farete bastare.
Avrete intanto pulito, lavato e tagliato i broccoletti.
A questo punto prendete un mestolo, mettete i broccoletti con il soffritto ed aggiungete il brodo.
Un mestolo, due mestoli, tre mestoli… che palle… e rovesciate tutto il contenuto di una pentola nell'altra.
Avrete avuto cura, come nella precedente ricetta, di prendere una pentola che appena contenga il tutto.
Se avrete seguito le istruzioni alla lettera ora sarete alle soglie dell'imprecazione del calendario da gennaio a giugno.
Potete andare a fare altro tanto con tutto quel liquido non si attacca nulla…
Tornate a intervalli regolari a controllare la cottura. Aggiustate di sale.
Quando è tutto cotto prendere il minipimer e distruggete tutto, se risulta troppo liquido fate alzare il bollore fino a raggiungere la densità voluta.
Prendete la rimanente (rimanente sta per una vaschetta da 75 g. – 4 pezzett)  pancetta e fatela andare in una padella antiaderente, tostate il pane.
Unite in un'orgia gustativa la crema, la pancetta, il pane, un filo d'olio nuovo e una spolverata di pepe.
Mangiatela per tre giorni consecutivi perchè non vi siete regolate nelle dosi…

Crema di lenticchie


– Metti che con il freddo ti venga voglia di mangiare qualcosa
– Metti che esterni davanti a CP il desiderio e aggiungi che passerai al supermercato a comprare una di quelle pronte.
– Metti che lei parli per un'ora sul fatto che te la devi fare da sola.
– Metti che tua madre in visita a Roma ti abbia lasciato le lenticchie cotte in frogorifero.
– Metti che ammetti che CP non ha tutti i torti.
– Metti che non sai come fare e le ricette in rete partono tutte dalle lenticchie crude.
 

Procedimento

 

Scegli una pentola che ti sembra capiente e che poi si rivelerà appena sufficiente, metti un filo d'olio, 4-5 cubetti di pancetta, una cipolla di media grandezza e una carota e fai soffriggere. Visto che sei una con poca pazienza la cipolla falla in pezzi grossi e idem con la carota (tanto poi frulli tutto) e tre pachino a spicchi.
Malediciti perchè non si cuocerà mai e tu hai fame. Accorgiti che il liquido è poco e così si brucia tutto. Ricordati del detto di tua nonna che "buono per buono fa buono al quadrato" (la matematica applicata in cucina), prendi il chianti che ti ha lasciato aperto tuo padre e versane un po' nel soffritto. Fumati una sigaretta.
Quando la cipolla è appassita e la carota ancora irrimediabilmente cruda stufati di aspettare e versa le lenticchie.
A quel punto ti accorgi che la pentola è piccola, farai gli equilibrismi per non far uscire il contenuto, aggiusta il sale e vai a finire di vedere Cobra11, in una padellina a parte rosola la rimanente pancetta.
Prendi la frusta elettrica e distruggi la carota che non vuol morire e tutto il resto, aggiungi la pancetta.
Versa nel piatto, aggiungi crostini di pane di Lariano (anche questo lascito dei tuoi in visita a Roma), un filo di olio bbono, una spolverata di pepe.
Fai un paio di telefonate mentre si "ferma" un po'.
Mangia avidamente e accompagna con un bicchiere del suddetto vino.

Marmellata di sedano



Diamo il via a qualcosa che prima esisteva e poi non è esistito più (il blog mangia insieme a me), torna come tag di questo blog, la prima ricetta è facile ma non breve, è una marmellata da usare sui formaggi.

Ingredienti:
1 kg di sedano
700 grammi di zucchero
la scorza di un limone
2 litri di acqua

Bollire il tutto fino al disfacimento del sedano, frullate e pastorizzate se volete conservare a lungo termine.