Un po' cazzeggio e un po' no, dipende dal giorno

Articoli con tag ‘dediche’

A Federica


Ci sono buone possibilità che neanche leggerai questa "cosa", se ti dicessi:"Ti ho dedicato un post" mi risponderesti:"Che???"
Oggi festeggi il compleanno!
La nostra è stata un'amicizia nata condividendo il lavoro, all'inizio ci siamo annusate, avevamo approcci diametralmente opposti, io ero la testa di toro, quella che prendeva tutto di petto tu eri quella che con fare distaccato faceva da compensazione 😛
Poi ci sono state le feste, le serate, il viaggio negli USA (a Boston ti avrei voluto picchiare, a Miami noi a prendere il sole in topless e la gente ci guardava male), i w-e a Vasto (con quella porta in faccia), Bologna, le Marche.
Tu e Maria Grazia che in un periodo per me difficile mi fate la sorpresa, l'inaugurazione del ristorante quando da Roma siete partiti in 15, le lacrime ricacciate indietro ed il cuore che scoppiava.
Ma anche le cene "tranquille" a casa tua, o i dolori condivisi senza bisogno di parole.
Spesso in me prevale il lato "orso" ma ti auguro i più splendidi 40 anni della tua vita amica mia, che i sogni ancora nel cassetto trovino presto una via di fuga verso la realtà!

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20 anni fa


Ci lasciava mia nonna, quella che per 18 anni era vissuta in casa con noi.
Ho ancora nitida nella memoria la giornata, mio zio che viene per portarmi all’ospedale, io che avevo appena dato l’esame della patente ma non avevo ancora il famigerato pezzo di carta, lei nel letto accanto alla finestra, ormai priva di conoscenza dalla notte prima, mia madre che era stata con lei tutta la notte si era accorta di quando era entrata in coma, i parenti e gli amici al capezzale, quel suo sorriso appena accennato quando io mi sono avvicinata, con la sua “dama di compagnia” che si ostina ancora oggi ad affermare con sicurezza che mi abbia riconosciuta.
Quell’ultima crisi respiratoria, la mia corsa per i corridoi in cerca di un medico, l’impotenza di non trovarlo salvo scoprire che era già lì. Il “fuori tutti”, il ritorno di mio padre a casa due ore dopo con la conferma di quello che il mio cuore sapeva da subito.
Una vita vissuta quella di mia nonna, nelle gioie e nei dolori che non le sono mancati, in quel sano modo di godere la vita  non si è fatta mancare se non nell’ultima settimana di vita.
Un bacio nonna, oggi c’è vento quaggiù, dovrebbe arrivare prima lassù da te

Cena con compito in classe ed interrogazione…


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Ieri sera (21.12) si è svolta la terza cena di classe delle elementari, roba per palati fini…

Abbiamo iniziato con un imprevisto, perché quando alle cose ci tieni tanto qualcosa che va storto ti riporta alla giusta dimensione (e considerata la mia tendenza a pianificare tutto queste cose mi sono utili!)

Quindi siamo arrivati al Ristorante (avevamo pianificato il menù e tutto) ed abbiamo scoperto che Roberto, il proprietario, aveva sbagliato giorno… ed era pieno…

Cambio in corsa, per fortuna siamo tutti compagni delle elementari automuniti e si parte!

La Maestra Sandra ha con se una busta piena di non sappiamo cosa… lo avremmo scoperto più tardi…

Nelle intenzioni di Dario e mie c’era l’idea di proporre ai nostri compagni di fare una “recita” così come facevamo sotto Natale quando eravamo piccoli ma a me, che avrei dovuta scriverla, non è venuta l’ispirazione…

Insomma mangiamo velocemente e poi si aprono gli scrigni dei ricordi: foto delle gite, ricordi di chi non c’è più, qualche telefonata a qualche assente, lavoretti e poi sale in cattedra Lei: La Maestra, la NOSTRA MAESTRA!

In quella busta apparentemente anonima c’era il compito in classe!!!!

Un foglio ciascuno, una matita ciascuno, colori in un grande contenitore, un libro per prendere spunto e poi la consegna: FATE LE CORNICETTE… Risate generali… panico mio personale che disegno come un bambino di 2 anni (ed infatti rigetto la consegna e le scrivo due righe :-P)

Ma non è finita… c’è anche l’interrogazione: due poesie (“La notte Santa” di Guido Gozzano e “Le Ciaramelle” di Giovanni Pascoli)… fortuna che basta leggerne una quartina ciascuno!

Poi però per il principio del “bastone e della carota” dopo l’interrogazione ed i compiti la Maestra ci ha fatto la crostata, e visto che siamo bambini grandi ci ha fatto la crostata con marmellata di peperoncino che vi assicuro essere una delizia.

 

Questa la cronaca della serata, mi piace invece ribadire ancora una volta come ci sia un filo invisibile ma resistentissimo che ci lega, siamo uomini e donne, ad un passo dagli “anta”, con qualcuno non ci vedevamo da poco meno di trentanni ma quegli anni, con quella maestra, in quella scuola hanno lasciato dentro di noi qualcosa che non è solo ricordo, non è solo voglia di tornare “bambini” è la consapevolezza, adulta aggiungerei, di quanto siamo stati fortunati. Ognuno ha preso la sua strada, ha fatto le sue esperienze ma siamo rimasti “gruppo”, eravamo uniti allora (con poco merito nostro forse) e lo siamo ora (ancora con poco merito direi). Siamo rimasti gruppo perché non c’è mai stata competizione malsana ma le peculiarità di ciascuno erano a disposizione di tutti e lo sono ancora…

Qualcosa che non invecchia, che non sbiadisce


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"è come se un filo invisibile ci avesse tenuti legati insieme, con alcuni non ci vedevamo da 28 anni, ognuno ha preso la sua strada ma ieri avevamo tutti la sensazione che fosse passato solo qualche anno, è una sensazione che sono certa (ed anche gli altri) non si replicherebbe con quelli delle medie o quelli delle superiori ieri sera, nei rari momenti di serietà, siamo giunti alla conclusione che quella scuola oltre all'istruzione ci ha dato un qualcosa che non invecchia e non sbiadisce"

Questa la riflessione che mi è venuta spontanea stamattina, quando un'amica mi chiedeva come era andata la cena di classe con i compagni delle elementari, alcuni rivisti a distanza di 28 anni. Non sono mancati gli aneddoti, le vecchie foto, i ricordi della Maestra, ma l'ospite d'onore della serata non era visibile era solo percepibile, era il sentimento di felicità genuina e gratuita che si leggeva negli occhi di tutti i presenti e che si avvertiva anche negli assenti (presenti sotto forma di sms e mail)

Ragazzi il mio grazie non va a voi direttamente ma a quel pezzetto di cuore che è rimasto bambino in tutti noi e che ci ha permesso di vivere questa serata con entusiasmo elementare… e alla Maestra che ha saputo usare una "colla speciale" a Dicembre si replica!!!

 

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Ragioniamo… "Come funziona la legge in Italia"


Lo spunto del ragionamento deriva da una conversazione in chat circa il post precedente.

Per chi ha avuto modo di incrociare la propria vita con la legge italiana (fosse anche per una causa civile) alcuni passaggi saranno ovvi… io parto dalla mia personalissima esperienza ormai vecchia di 8 anni e non ancora conclusa.

30 Siti sono stati citati in giudizio per diffamazione, 30 siti non sono immediatamente 30 persone ed ogni sito dovrà rispondere nella persona del titolare del sito e di quello che ha scritto, usando una matematica di basso livello possiamo supporre che il 50% dei siti sia gestito dal titolare soltanto, l’altro 50% abbia dei "collaboratori" (uno soltanto per farla facile), fanno 45 persone.
La procedura prevede di notificare a 45 persone il provvedimento ergo costi…
Il giudice incaricato fissa l’udienza a 6 mesi (questa è la norma e se il "soggetto" l’ottiene prima significa che ha agganci!)
Alla prima udienza il 10% degli imputati (4 persone e mezzo) non si presentano perchè siamo in piena influenza suina e loro ce l’hanno… (stanno benino ma sono contagiosi!)
Si rimanda di sei mesi!
Udienza dopo sei mesi… il 5% degli imputanti non si presentano… hanno la sciatica, si rimanda di sei mesi…
Ovvio che non possono essere sempre gli stessi, ovvio che non può essere sempre la stessa patologia…

Ma secondo voi in che data si arriverà ad avere la prima udienza????????

Volete sapere la mia?

Si smetta subito di parlare di questa cosa… l’unica cosa che vogliono è la pubblicità gratuita sui blog/siti… che cali il silenzio…. cazzeggiolibero da ora chiude l’argomento!


Non è proprio la stessa foto, ieri sera abbiamo visto scendere il sole dietro quel promontorio, non avevo la macchina fotografica con me per pigrizia.
Due dame ed un cavaliere, una Dama elegantemente in bianco, l’altra Dama (io) sportivamente abbigliata, il cavaliere alla moda moderna short, camicia e snakers ma pronto a difendere le sue dame dagli attacchi dei gabbiani su una spiaggia praticamente deserta.
Il piglio deciso dell’uomo d’altri tempi che ci riconduce alla tavola imbandita che ci attende, il bue sgozzato e cotto alla griglia per gli ospiti, i canti, i giullari, il rientro ognuno alle proprie dimore quando il gallo non aveva nessuna intenzione di cantare (era l’una e m’ha fatto ciao-ciao ma aveva il gomito del tennista )
Una serata "normale" con questi Amici, un grazie a tutti loro con la certezza che la maggior parte manco mi legge (è più facile dire grazie se sai che non ti leggono!)
La Dama in bianco ha anche letto, ad un certo punto del pomeriggio, una cosa che ha colpito chi scrive… ma chi scrive non è disposta ad ammetterlo!

Per Monì, post a blog unificati


Piccola premessa, questo post a blog unificati vuole testimoniare la vicinanza dei Fuori di Testa ad un’amica che in questo momento affronta una serie di prove difficili.

Monì lo sai che io a dire ti voglio bene faccio una fatica del diavolo, però tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare  e nuotando nuotando ti dico ti voglio bene e ci sono, per qualsiasi cosa.

Nessuna parola, per quanto dolce, potrà mai lenire o affievolire il tuo immenso dolore di questi giorni.
Nessuna frase, per quanto adeguata, potrà mai consolarti o alleviare la tua ansia.
Siamo certi che la tua mamma è fiera e orgogliosa di avere una figlia così forte, capace di resistere ad ogni avversità. Capace, come un raggio di sole, di squarciare il cielo coperto di nuvole,  e di infondere forza e coraggio alle persone che la circondano. Una donna meravigliosa che – con il suo sorriso timido e sincero – riesce ad illuminare le giornate buie di chi la conosca. Una donna che ama, forte e intensamente, senza riserve o condizioni. Una donna il cui cuore è immensamente grande e caldo.
Siamo certi che la tua mamma lotterà con tutte le sue forze, perché la tua forza è la sua forza, per potersi riprendere presto e bene e per poterti abbracciare per infiniti giorni.
Siamo felici ed orgogliosi di essere tuoi amici e di sapere che – nel tuo cuore e nella tua mente – c’è sempre un pensiero per ognuno di noi.
E noi ti pensiamo e ti amiamo e – nonostante la lontananza che ci separa da te –  ti siamo vicini, con la mente e con il cuore e ci stringiamo attorno a te, per darti tutto l’affetto di cui siamo capaci.
Vogliamo solo dirti, cara Monica, che ti vogliamo bene.

 

un p.s.: chiunque voglia condividree il messaggio può liberamente prelevarlo da questo blog o dagli altri che partecipano alla "catena" e farlo suo!