Un po' cazzeggio e un po' no, dipende dal giorno

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Dieci cose che mi fanno felice


Ho ricevuto una doppia "catena"  da Merins e da Nihil che ha per oggetto il titolo del post, alla richiesta di come comportarmi mi è stato risposto di scriverne venti, penso (spero) di averne anche di più… quindi in ordine assolutamente casuale vado ad eseguire:

1. Quando mio nipote mi dice che preferisce dormire con me e mi si accocola addosso tipo granchio.
2. L'abbraccio "ti stritolo di bene" di un bambino
3. I colori della mia campagna
4. Il tramonto
5. La sicurezza che mi trasmette la mia famiglia
6. Gli amici
7. L'amicizia (questa potrebbe sembrare una ripetizione invece no, a me rende felice proprio il sentimento di amicizia… non so se mi spiego, il solo sapere che esista )
8. Vedere la Roma vincere (shhhh non dite nulla, siamo secondi e tale resteremo)
9. Preparare una tavola con tutta la cura possibile, per rendere speciale una cena
10. l'ora del timbro in uscita in ufficio
11. Un bicchiere di vino rosso (a seconda del tipo anche due vanno bene)
12. Un buon libro
13. Sapere di aver fatto qualcosa che ha fatto star bene qualcun altro
14. Aiutare gli altri
15. Quando i miei nipoti mi fanno le domande "difficili" fa sentire me viva e loro anche
16. Brina che quando torno a casa mi viene incontro sorridendo
17. Un aperitivo in riva al mare al tramonto
18. Roma deserta
19. Il Nicchio che vince il Palio
20. (l'ultima visto che giorno è oggi potrebbe sembrare a cavallo dell'utopia e serve il condizionale: mi farebbe felici): una nazione dove l'interesse personale non calpesta tutto quello che incontra, dove non vince il più prepotente, dove rosso e nero tornano ad essere colori e la politica non è slogan di partito ed interesse di portafoglio.

Come abitudine non incateno nessuno, chi ha voglia si senta libero di farla

Ricevo da Fiordicactus…


Questa catena e mi accingo a rispondere anche se non la rilancerò, non credo che scoprirete nulla di nuovo ma non si sa mai

ADESSO* 

sono:    a casa, annoiata

voglio:    l’erba voglio non cresce nemmeno nel giardino del re

 desidero: un quantitativo semi infinito di ferie 

sento: la tv accesa, ho provato ad ascoltarla spenta ma non c’era gusto

cerco: la voglia di finire di pulire casa

piango: spesso a causa dei colpi di tosse

dovrei: smettere di fumare

* SI O NO*

tieni un diario: se questo delirio qui sopra rientra nella categoria, sì

ti piace cucinare: sì ma non se è solo per me

hai un segreto che non conosce nessuno: spero di no, mi sentirei molto sola

ti mangi le unghie: no, preferisco roba più saporita

credi nell’amore: si

ti vorresti sposare: se trovo un pazzo…

ti sei mai tatuata: sì, un geco sulla caviglia sinistra

ti fai delle paranoie sulla tua salute: no

ti senti bene in compagnia dei tuoi genitori: si, quasi sempre

ti piacciono le tempeste: dipende… se sono in casa anche anche se sono fuori e senza ombrello meno

* SE FOSSI *

se fossi un mese sarei: settembre, un po’ estate ed un po’ autunno

se fossi una stagione sarei: vedi sopra

se fossi un giorno della settimana sarei: mercoledì, mi piace quando la settimana si avvia al week end

se fossi un vino sarei: Un chianti

se fossi un colore sarei: l’arancione

se fossi un numero sarei: il 3 ma non chiedetemi perchè

se fossi un albero sarei: boh… forse un cipresso

se fossi un frutto sarei: un’arancia, dolce o aspra a sorpresa

se fossi un fiore sarei: messa male… non li conosco… diciamo orchidea

se fossi un animale sarei: un pastore tedesco o un pointer

se fossi una calzatura sarei: una scarpa da ginnastica

se fossi un capo di abbigliamento sarei: una camicia

se fossi una materia prima sarei: c’è chi dice luce ma forse non è una materia prima

se fossi un mobile sarei: una scrivania

se fossi uno sport sarei: il calcio

* NELL’ULTIMA SETTIMANA *

hai pianto?: no se si escludono le lacrime da tosse

hai aiutato qualcuno?: non lo so, andrebbe chiesto a chi sta accanto

hai comprato qualcosa?: mi hanno fatto la spesa

ti sei ammalata?: sì, son tre giorni che sono tappata in casa altrimenti mica la facevo sta catena

sei andata al cinema?: no! e manco intendo andarci!

sei andata al ristorante?: yes… con Diggiu

hai scritto una lettera?: se valgono le mail più di una

hai parlato col tuo ex?: sono raffreddata mica rincoglionita!

ti è mancato qualcuno?: si

hai abbracciato qualcuno?: si

hai litigato con i tuoi genitori?: no ma possiamo anche rimediare se serve

hai litigato con un amico?:  no e non sarebbe mia intenzione

FINITO… ed ora???
Se qualcuno vuole può anche decidere liberamente di farla


Sono un po’ di sere che la mia attenzione è destata dal pianto disperato di un bambino, stasera ci faccio caso, sempre la stessa ora… mi affaccio dal balcone con l’intenzione di capire da dove provenga, lo capisco… il primo piano del palazzo di fronte al mio. Il bimbo/a esce in braccio al papà (credo!), avrà due anni, rientrano in casa, le urla proseguono, disperate, cerco di captare quel che dice, non ci riesco… Le urla continuano, il pianto anche, una voce di donna dice "basta, ora basta" non è aggressiva, forse un po’ stanca… il pianto si calma…

Una storia


Il cellulare era poggiato sul tavolino della cucina, lei dalla finestra guardava la strada.
La tenda disegnava il suo corpo a contrasto.
Iniziò a sentire la vibrazione, sempre più insistente, non sopportava sentirlo suonare.
Il ginocchio le faceva male.
Era in considerevole, e per lei imperdonabile, ritardo.
Sarebbe stato un frame rivissuto.
Il telefono vibrò, il ginocchio si fece sentire dal suo letto di dolore.
“Non posso venire a prenderti, vieni tu”
E lei si mise in viaggio…
Strinse i denti ma un meno comparve in registro…
Doveva andare, era riuscito a trovarle un ortopedico il 17 di agosto.
Ma la delusione dipinse il suo viso.
Non era abbastanza importante per lui!
Sarebbero seguiti anni di alti e bassi, fino a quella domenica sera!
E lei, per la prima volta nella sua vita, dovette prendere coscienza che le cose non dette non sempre sono intuibili.
Non era la fine che aveva sperato ma non aveva fatto nulla per contrastarla.
E coerentemente a se stessa fece buon viso a cattivo gioco
“Passo a prenderti, andiamo al cinema”
“Ti aspetto”
Ed in macchina:
“Devo dirti una cosa, mi sposo”
“Immagino non con me, congratulazioni”
“Devo farlo”
“Non mi sembri uno che sta per sposarsi”
“Sarai sempre la mia donna speciale”
“Mi dispiace ma ti attacchi, non faccio la riserva a nessuno!”
 

E così fu, ma nessuno riuscì più a farle battere il cuore come lui, non ancora.