Un po' cazzeggio e un po' no, dipende dal giorno

Archivio per la categoria ‘poi vediamo’

Ho vinto


Ieri pomeriggio tra i duemila giri fatti prima di arrivare a casa ci è scappata anche una sosta dal tabaccaio.
Mi sentivo fortunata e oltre alle sigarette ho comprato, per due euris, uno di quei biglietti che se azzecchi la combinazione giusta oppure fai zero vinci una rendita a vita (o per non mi ricordo quanto).

Ebbene HO VINTO*!

*Un euro ma vabbè…

E’ arrivato il Kindle per il nipote lettore, domani arriva la custodia sportgrip e mercoledì la garanzia aggiuntiva per due anni.
Nel mentre Zia Viv ha scaricato sto monno e quell’artro e si appresta a mettere in buon ordine il tutto.
Il caricatore a corrente è preso.
Il nipote sta ancora mettendo da parte i soldi per comprarlo da solo… ehehehhe

p.s. prima o poi tornerò pimpante e fendente, per ora non è aria

19.06


Malgrado il cattivo tempo fuori è “giorno”!

Sento il metabolismo frizzare 🙂

Pollini


Son tornati i pollini!
Non so voi ma io stavo benissimo anche senza…
Mi ero dimenticata di fare la cura preventiva e ora la faccio di rincorsa… Uffa!

Ho smesso di piangere


La scorsa settimana guardando un video su youtube me n’è stato suggerito un altro, era l’intervista a Veronica Pivetti alle Invasioni barbariche, poi venerdì o sabato su amazon mi è arrivata l’offerta di acquisto dell’ebook scontato. Il personaggio non mi è mai risultato sgradevole ma non avevo mai approfondito, visto che le coincidenze esistono per essere assecondate ho preso il libro e l’ho divorato.
Non c’è suspance, che la storia finisce bene si evince già dal titolo, il libro è il racconto semi serio di 6 anni di malattia. Iper e Ipo tiroidismo con contorno di depressione. Una lettura superficiale regala un libricino divertente, quella più attenta apre un mondo che potrebbe essere anche in casa nostra. L’arte di fingere propria degli attori ma comune a molti anche non attori potrebbe averci messo a fianco un depresso.
Perchè alcuni la palesano ma altri la mascherano.
Quello che più mi ha colpito del libro della Pivetti è proprio questo, lei combatte la sua battaglia con a fianco un’amica ma lascia fuori tutti gli altri, questo ha smosso in me una serie di domande, prima tra tutte: ho accanto qualcuno con questo problema e non ho occhi per vederlo?
Se fossi stata amica della Pivetti e leggessi ora il libro mi sentirei una merda ma mi sentirei ancora peggio se in questo momento avessi qualcuno accanto e non lo vedessi.
Il libro affronta anche l’imperizia medica ma per quella ciascuno di noi ha le sue personali esperienze paradossali… su questo blog restano agli atti l’operazione della prozia che entrata in sala operatoria per una protesi al ginocchio esce con due e lo zio ripreso per i capelli da una polmonite con tre focolai post intervento cardiaco e non diagnosticata.

Se vi capita leggetelo…  dire “sono depresso” è un modo di dire fin troppo abusato, questo libricino (sono solo 160 pag.) con ironia riporterà la vostra stanchezza e il vostro malumore alla giusta dimensione!

Un milione di anni fa, o forse più


Recitava così la sigla di qualcosa che vedevo in tv da piccola.
Ed è stata questa la sensazione di trovarmi faccia a faccia con M., compagna di banco del terzo superiore, del terzo bis e del quarto.
Una carriera scolastica speculare fino al giugno del quarto anno quando io e L. (la terza del trio) prendemmo due materie e lei (M.) tre.
Una estate a studiare (io), lei a Rimini con il ragazzo. Io promossa a settembre, lei segata.
Accuse vecchie di vent’anni.
Lei mi saluta cordialmente, io se posso la evito. Ho questo maledetto vizio di non dimenticare e di fare una fatica immane a fingere cordialità.
L’altro giorno il treno-merci-pendolari che ci riporta a casa ci ha messe vicino che neanche due fidanzati, neanche un’artista del trasformismo si sarebbe potuto sottrarre ai convenevoli.
Deve aver avuto problemi al seno ed è reduce da tre costole fratturate, sono stata sinceramente dispiaciuta ma non riesco a entrare in empatia con lei, le parole di quel settembre aleggiano come se fosse ieri e paradossalmente mi sono sentita più merda che mai per averla ascoltata.

La maledizione della casalinga


Secondo w-e consecutivo bloccata a Roma, il solerte sindaco aveva ordinato al Generale Inverno 30 cm. di neve per dimostrare quanto era bravo a fronteggiare l’emergenza, ne è arrivata di meno (a Ciampino per niente tranne una spolverata tipo farina sul presepe) ma la macchina organizzativa ha funzionato lo stesso, abbiamo boscaioli dal trentino che ci potano gli alberi, eschimesi addetti alla misurazione della neve caduta e tutta un’altra serie di professionalità nazionali all’opera ma non è questo il post!

Il post è come da titolo.

Stamattina alle 7 ero in piedi, forza di 35 anni di abitudine. Giornata limpida, sole sorgente.
Animata da insolita quanto rara sindrome della massaia decido di dedicare la mattinata a quelle incombenze che una che fa la pendolare tra due regioni di solito non fa, parlo di pulire i vetri, gli infissi, le inferiate (poi ci sarebbero le tende, le maioliche, le fughe, il forno ma meglio non esagerare).
Di buona lena mi metto all’opera sui vetri non baciati dal sole (che la mia mamma mi ha insegnato che per non far gli aloni non ci deve battere il sole). Poi mi dedico alla polvere, passo l’aspirapolvere insomma mezza casa è fatta se non di fondo-fondo in modo abbastanza accurato.

Il tempo di una sigaretta al pc, mi sembra buio e accendo la luce poi controllo… STA PIOVENDO cazzo! (ora fiocca anche misto ad acqua).

Secondo voi il detergente per i vetri contiene una sostanza che attira la pioggia? crea un campo meteorologico? altera le previsioni del tempo? In Africa non piove perchè non hanno i vetri alle finestre?