Un po' cazzeggio e un po' no, dipende dal giorno

Ho smesso di piangere


La scorsa settimana guardando un video su youtube me n’è stato suggerito un altro, era l’intervista a Veronica Pivetti alle Invasioni barbariche, poi venerdì o sabato su amazon mi è arrivata l’offerta di acquisto dell’ebook scontato. Il personaggio non mi è mai risultato sgradevole ma non avevo mai approfondito, visto che le coincidenze esistono per essere assecondate ho preso il libro e l’ho divorato.
Non c’è suspance, che la storia finisce bene si evince già dal titolo, il libro è il racconto semi serio di 6 anni di malattia. Iper e Ipo tiroidismo con contorno di depressione. Una lettura superficiale regala un libricino divertente, quella più attenta apre un mondo che potrebbe essere anche in casa nostra. L’arte di fingere propria degli attori ma comune a molti anche non attori potrebbe averci messo a fianco un depresso.
Perchè alcuni la palesano ma altri la mascherano.
Quello che più mi ha colpito del libro della Pivetti è proprio questo, lei combatte la sua battaglia con a fianco un’amica ma lascia fuori tutti gli altri, questo ha smosso in me una serie di domande, prima tra tutte: ho accanto qualcuno con questo problema e non ho occhi per vederlo?
Se fossi stata amica della Pivetti e leggessi ora il libro mi sentirei una merda ma mi sentirei ancora peggio se in questo momento avessi qualcuno accanto e non lo vedessi.
Il libro affronta anche l’imperizia medica ma per quella ciascuno di noi ha le sue personali esperienze paradossali… su questo blog restano agli atti l’operazione della prozia che entrata in sala operatoria per una protesi al ginocchio esce con due e lo zio ripreso per i capelli da una polmonite con tre focolai post intervento cardiaco e non diagnosticata.

Se vi capita leggetelo…  dire “sono depresso” è un modo di dire fin troppo abusato, questo libricino (sono solo 160 pag.) con ironia riporterà la vostra stanchezza e il vostro malumore alla giusta dimensione!

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Commenti su: "Ho smesso di piangere" (15)

  1. Mi chiedo spesso, leggendoti, chi fosse la tua prof di lettere e come ha fatto ad insegnarti a scrivere, commentare, recensire con tanto garbato e puntuale linguaggio…
    poi… oooppppssss … mi ricordo XD XD…
    Brava Viv 🙂
    con affetto

  2. laGattaGennara ha detto:

    quasi quasi… l’argomento un po’ mi incuriosisce. forse anche il come.

  3. Non sapevo neanche avesse scritto un libro.. ne’ sapevo della sua malattia.
    Viv i malesseri più grandi sono quelli che non si vedono, a cui non si da’ voce… non credo che gli amici, per quanto vogliano bene, per quanto siano stretti, possano fare qualcosa se non glielo si permette…
    Un abbraccio grande! 🙂

    Roby

  4. sportelloutenti ha detto:

    La mia vicina di banco del liceo, nonchè migliore amica ai tempi in cui abitavo in Abruzzo, si ammalò cinque anni fa di un tumore che non perdona, lo venni a sapere per caso quando la chiamai al telefono per salutarla, e mi offrii di aiutarla per quel poco che potevo fare. Sua madre mi invitò a casa per parlarne ma la mia amica mi telefonò dicendomi di lasciar perdere, non voleva vedere me e nessun altro, voleva che la ricordassi come era. Ci restai di M., mi sentii impotente ma rispettai il suo volere.
    Ora non c’è più, non tutti vogliono condividere i loro invalicabili o meno problemi di salute.
    Elisa

  5. @ MS mi ha insegnato molto, involontariamente, ma me lo ha insegnato 🙂

    @ GG leggilo e torna, mi saprai dire

    @ Roby lo so, ma leggere a posteriori mette “l’amico” in un mare di merda.

    @ Elisa vedi quanto detto a Roby, quello che si percepisce (ma magari sono io distorta) nel libro è una superficialità d’ambiente (non so spiegarlo meglio) e avendo almeno 4 casi conclamati in ufficio e uno in caso mi interrogo….

  6. Viv, io in questo periodo sto vivendo il problema nei panni dell’amica che se ne è accorta e ha fatto di tutto (con le buone e le cattive) per far reagire la persona. Il problema è quello già citato dalla damadelsole: se uno non vuole farsi aiutare, gli sforzi sono vani. E ti dirò che finché “recita” bene e hai solo il dubbio, in qualche modo ti aiuta a sentirti meno merda perché ti dici che in fondo potresti esserti sbagliato e quella persona in realtà sta benissimo, magari ha solo un po’ di paturnie, gli si è bruciato il caffè o patisce il ciclo. Ma quando invece il problema viene fuori in modo evidente e tuttavia a ogni tuo tentativo di interessarti ti si chiude la porta in faccia, negando il problema in un mare di contraddizioni, allora lì anche se la coscienza è a posto, ti senti merda uguale, perché comunque sei inerme… Ah, con le buone e le cattive, dicevo… alle cattive ritengo, visto il prolungarsi del suo silenzio, di aver perso un’amica… Questo potrebbe essere un buon motivo, per tante persone, di far finta di nulla, senza sentirsi nemmeno troppo merde….? 😦

  7. Norma non lo so, sinceramente.
    Mi sono trovata a fronteggiare amiche che soffrivano di attacchi di panico e me la sono cavata ma con la depressione mai.

    • gli attacchi di panico non si possono nascondere più di tanto, e nemmeno negare… ed è anche difficile che uno rifiuti l’aiuto, perché è proprio differente il meccanismo, anche se i due problemi sono spesso correlati… E comunque è brutto e difficile stare sia da una parte sia dall’altra… :-/

  8. Lei è una grande come attrice, e la presentazione mi incuriosì molto. Mo’ me lo leggo…

  9. Allora aspetto di conoscere le tue impressioni 🙂
    paradossalmente l’ho scoperta dopo il libro ma grazie alle magie di internet credo di aver visto quasi tutto quello che ha fatto 🙂

  10. Essendo un ex splinderiano ti inviamo il link del mio blog dove poterci incontrare ogni tanto.

    http://www.ceraunavoltasplinder.blogspot.com

    Complimenti per il tuo nuobo blog!

  11. OT: vieni a prenderti il tuo premio, va’ là! 😉 http://nemoinslumberland.wordpress.com/2012/03/13/100-affidabile/

  12. Mi hai incuriosito…
    Sono anche contenta di averti ritrovata… eravamo entrambe su splinder..
    Leggerò 🙂
    Claudia, Timenn

  13. Bentrovata Claudia .-D

  14. […] “Se vi capita leggetelo…  dire “sono depresso” è un modo di dire fin troppo abusato, q… Share this:TwitterFacebookLike this:LikeBe the first to like this post. […]

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