Un po' cazzeggio e un po' no, dipende dal giorno

Furto su FB


Rubo* dalla bacheca di un’amica:

Una nota marca di acque minerali ci fa conoscere la sua nuova bottiglia da un litro invece che da un litro e mezzo, e ci fa sapere che essendo prodotta in plastica riciclata contribuisce alla difesa dell’ambiente in quanto vanta il 100% della CO2 recuperata. Ora, a parte che il processo chimico (ma anche quello mentale) che porta a quest’ultima affermazione mi è ignoto, terra terra mi chiedo:
per bere nove litri d’acqua con le vecchie bottiglie me ne servono sei. Con questa nuova me ne servono nove, sebbene un pochino (ma non significativamente) più piccole. Posso dire che nella millantata difesa dell’ambiente c’è qualcosa che non mi quadra?

L’ho rubata previo permesso solo perchè è un altro tassello al conturbante mondo della differenziata o dell’ecologia esasperata.
L’ho già detto da qualche parte: per me la monnezza se la devono capare le industrie che riciclano visto che sono loro che guadagnano. Detto questo molto diligentemente attuo il porta-a-porta rigoroso in vigore nel mio comune, in qualche comune limitrofo stanno introducendo il codice a barre sui sacchetti… con buona pace della privacy avrò qualcuno che mi conta quanti assorbenti mi cambio… mah!

Se qualche chimico e/o “monnezzaro” vorrà dipanare l’oscuro mistero delle bottiglie di plastiche avremo risolto almeno un mistero 😀

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Commenti su: "Furto su FB" (22)

  1. Viv, secondo me questo non è un tassello del conturbante mondo dell’ecologia esasperata, ma solo della pubblicità esasperata, che usa l’ecologia come modello di vendita ottenendo due cose:

    – alimentare la produzione di imballaggi inutili;
    – alimentare lo scetticismo contro l’ecologismo vero che, lasciamelo dire, non c’entra veramente niente con questa puttanata.

    Poi, nello specifico, senza essere chimica, ma con una certa pratica di educazione ambientale: qui la pubblicità mescola, non so se volontariamente, due livelli diversi.Da un lato quella della produzione del contenitore attraverso il riciclo (per cui si è comunque diminuito l’impatto ambientale); dall’altro lo smaltimento attraverso imballaggi inutili. E’ una equazione che spesso purtroppo si pone una volta superata la prima fase della differenziata, una sorta di auto-assoluzione preventiva: “non c’è problema se per stampare tre parole uso un A3, tanto poi lo riciclo”; oppure, appunto: “Vanno bene 9 bottiglie invece di 6, tanto sono in eco-plastica”.
    Banalmente, queste bottiglie sono, in due pratiche legate all’ecologia uguali, ma diverse, insieme bene e male.

  2. la produzione del contenitore attraverso il riciclo è senz’altro pratica gradita e auspicabile, ma a me piacerebbe sapere, dal punto di vista tecnico, il senso (sempre se ne abbia) del riferimento al 100% della co2 recuperata. 100% di cosa? della co2 di quale processo? in confronto a cosa?
    Detta così, è come quella del disinfettante che uccide il 99,99 % dei batteri. Ho sempre desiderato conoscere chi li ha contati. Forse lo stesso che valuta percentuali peregrine di ricrescita di capelli di o di appiattimenti di rughe.
    Nel contempo, qua abbiamo più plastica di prima, tanto è riciclata!!!
    Perché forse si ricicla con la bacchetta magica, a costo energetico zero!!!
    E’ che la pubblicità contiene una parte esplicita e molto di occulto. Forse non era bello fare bottiglie riciclate di un litro e mezzo, la gente avrebbe pensato che erano usate. >.<

    (Sono l'autrice della domanda *rubata* da viv) 🙂

  3. Secondo me costano quanto quelle da un litro e mezzo… le aziende in generale pensano solo al loro interesse. Via… se non solo, principalmente. E usano tutto quello che può far breccia nel cuore dei compratori per raggiungerlo.

    • Esattamente: hai detto molto più chiaramente quanto intendevo io. L’evocazione delle emissioni di CO2 viene usata semplicemente come un qualsiasi jingle alla moda per acchiappare il potenziale cliente. In questo modo chi compra e si accorge che costa uguale (o comunque che spende di più) dovrebbe essere indotto a pensare di essere però virtuoso perché ecologico. Non servono chimici, ma scienziati della comunicazione, economisti e sociologi per interpretare il messaggio.

  4. Il fatto di abitare al terzo piano senza ascensore mi rende moooooolto ecologica: solo acqua del rubinetto, o del Sindaco.
    Nove bottiglie da un litro in eco-plastica o sei da un litro e mezzo in plastica hanno ugualmente lo stesso difetto, ossia pesano! 😦
    Elisa

    • Brava Elisa, anche io! E essere amica di una prof. di Pozioni ti aiuta anche a sapere che, nove volte su dieci, l’acqua della cannella è buona uguale, se non migliore.

      • L’acqua della cannella è quella del rubinetto per i non-toscani 😛

        E confermo, per quanto la mia sarebbe nell’elenco di quelle all’arsenico, l’acqua dell’acquedotto è più sicura di quelle imbottigliate…

  5. Grazie, per ora, a tutte e cinque 🙂

    Ho smesso di comprare l’acqua un paio di anni fa. A Roma uso quella dell’acquedotto e la addiziono di anidride carbonica (mi piace l’acqua gassata)
    A Siena uso quello dell’acquedotto che però passa dentro un depuratore (e poi a scelta con o senza gas).
    La scelta è stata totalmente egoistica: peso, stoccaggio e smaltimento (a Ciampino).

    Per quanto mi riguarda 9 bottiglie da litro con relativo tappo pesano di più di 6 da litro e mezzo, così come 27 da mezzo litro pesano di più delle altre due…
    Mi riprometto di fare la prova tra mezzo e litro e mezzo…

  6. monicamarghetti ha detto:

    ….facendo la raccolta differenziata trovo molto comodo comprare bottiglie da un litro e mezzo e comunque quelle da litro (di marca) costano di più.

  7. Io riciclo. Poi ho scoperto che carta e plastica (che io deposito negli appositi contenitori) finiscono nell’inceneritore con il rifiuto generico perché ottimi combustibili. Posso mandarli a vaffa ….

  8. Beh, io invece sono appena sceso per buttare la carta e nel bidone della carta ho trovato una busta di plastica contenente bottiglie di plastica: siccome episodi del genere mi capitano sovente non ho ancora capito se abbiamo a che fare con qualche vecchio rincoglionito o con qualcuno che lo fa apposta.

  9. ps.: ho visto una versione video della pubblicità in questione e ho capito meglio la questione rispetto alla versione stampa. Non è che la produzione risparmia il 100% di CO2 perché è in plastica riciclata, ma semplicemente perché (così dichiara) investe in progetti ecologici sul modello di climatecare (il sito che ti dice quante emissioni produci con il tuo atteggiamento e ti fa il conto di quanti crediti di emissioni puoi contemperare: io per esempio lo faccio sempre, sia per equilibrare i miei spostamenti annuali, sia per i viaggi aerei e gli impatti eccezionali. Se volete divertirvi, qui: http://www.climatecare.org)

  10. Anonimo SQ ha detto:

    Per incidens (vedendo poco o punto la TV non so di queste nuove bottiglie), le bottiglie NON possono essere in PET riciclato 100%, (me lo ha spiegato tempo fa una ex-studentessa che ha lavorato in Inghilterra a un progetto europeo sul riciclo) ma son fatte con una lastra a sandwich nuovo-riciclato-nuovo per evitare che inquinanti dovuti ad usi impropri (il classico vecchietto che mette l’insetticida per le piante nella bottiglia e poi la butta nel riciclo) possano andare in contatto con roba alimentare.
    Poi : riciclare è SEMPRE meglio che far nuovo.
    Bisogna fare la prova peso per essere sicuri, ci son bottiglie da 1.5 pesantissime e bottiglie da 2 leggerisime (o da .5): dipende molto dalla forma, e dalla gasatura o meno del contenuto (le bottiglie sono comunque in pressione di azoto per essere più robuste all’impilamento).
    In generale, comunque, l’uso di minerale o “filtri” strani è una follia economica, ecologica ed igienica (i “filtri” son concentrati di germi e microorganismi, dopo un po’). Viva l’acqua del sindaco !!!
    Comunque e sempre, in campo ecologico, piedi per terra, buon senso e magari sentire qualcuno di competente (e non interessato). Ci son troppe bufale, leggende metropolitane, e (absit iniuria verbis) cazzate belle e buone in giro. Tipo i conti della CO2.

    Anonimo SQ

    • I conti della CO2 del sito che ho segnalato (attivo da anni) sono fatti in modo serio e preciso (per esempio: da network accademici internazionali tra cui i nostri INFN – e infatti la segnalazione, annissimi fa, mi venne da lì). Che poi siano usati male, o siano stati in mala fede mal copiati, è altra storia. Ma la metà dei dipartimenti di chimica e fisica di Cambridge e Ginevra, tanto per dire, usa quel sito a lezione.

  11. Povna solo con la macchina immetto 4 tonnelate l’anno di co2 (dal sito che hai linkato), forse posso smettere di preoccuparmi di risparmiarne un paio con le bottiglie 😛

    • Verissimo, da un lato. Dall’altro si potrebbe fare il discorso opposto (proprio perché già di mio per necessità di vita inquino tanto, allora sto ancora più attento del normale in cose minchia). E poi più che altro non è che le questioni ambientali siano diverse dalla vita vera: voglio dire, non è che sul resto ragioni dicendo: già che spendo tanto di benzina, allora posso smettere di pagare le cose il doppio nel negozietto sotto casa (faccio per dire, esempio a caso). Ecco, le emissioni funzionano allo stesso modo: tutte collegate, tutte separate tra loro perché gli stili di vita non sono necessariamente tutti collegati (esempio io di auto inquino pochissimo, ma quando stavo imparando ho fatto veramente fatica coi led!).

  12. Anonimo SQ ha detto:

    @ povna

    Cara ‘povna (intanto grazie per la storia del tuo nick, assolutamente affascinante), i conti della CO2 ai quali pensavo non son certo quelli del serissimo sito che citi (che peraltro non conosco, mi fido ampliamente dei colleghi che citi).

    Gli è che, per esempio, ogni pubblicità di automobile cita i g di CO2 a Km, e son per lo più se non gonfiati irrealistici. Ancora : credo (a occhio) che il problema della CO2 connesso all’acqua minerale sia il trasporto, e la CO2 emessa nella distribuzione. Come per la frutta esotica, che consuma + CO2 del suo peso prima di arrivare al supermercato. O il pane romeno. O un poco tuttu quello che la globalizzazioone ci rovescia nel carrello del supermercato.

    Fra l’altro ( e so di passare per eretico, anche essendo solo un po’ scettico) non c’è assoluta concordanza tra tutti gli studiosi sull’impatto della CO2 antropogenica. C’è anche chi non nega il riscaldamento (ma c’è anche chi lo nega !), ma non ritiene sia antropogenico, ma dovuto a cicli naturali. Ricordo molto bene come tutti i geofisici, fino a metà degli anni ’70, sostenessero come emergenziale l’andamento del clima verso il raffreddamento globale, prevedendo in pochi decenni l’innescarsi di una nuova fase glaciale.

    Ma qui si dovrebbe aprire non un blog, ma un universo. Invero, in ambienti accademici si dice che gli unici dati concreti e incontrovertibilii sull’ Antropogenic Global Warming sono il fattore tra 10 e 100 moltiplicativo dei fondi per chi lo studia (e il loro potere accademico e mediatico).

    Comunque, per non sembrare + scemo di quel che sono,sono convinto che risparmiare le risorse del pianeta è la cosa + saggia che possiamo fare, COMUNQUE, AGW O NO, e vorrei tanti, tanti investimenti pubblici e PRIVATI con questo fine, altro che tanti consumi per rilanciare l’economia.

    Anonimo SQ

    • Hai perfettamente ragione, e infatti io cerco sempre se posso di farmi raccontare da colleghi scientifici come te, perché so bene quante baggianate ci propinino le pubblicità in generale, e anche quante baggianate noi letterati finiamo per seguire magari anche in buona fede perché ne sappiamo troppo poco per contrastare dati che ci vengono dati. Per questo ti ringrazio dei chiarimenti (e su questo aprire un sito, un blog, un qualsiasi cosa con della buona informazione e insegnamenti validi anche per noi non addetti ai lavori da parte di voi scienziati sarebbe davvero un servizio di educazione civica per noi cittadini!). Per quel che posso, cerco di seguire i vari dibattiti là dove il livello di scientificità me lo permetta, e ho selezionato un po’ di materiali di cui mi fido perché comprovati da colleghi come te, più addentro alla questione.
      Proprio perché il GW, è comunque questione cruciale, comunque la si interpreti, ben venga che ci sia qualcuno che ce lo spiega in parole chiare! Grazie ancora!

  13. Anonimo SQ ha detto:

    @ povna

    Grazie, ma scienziato per il sottoscritto è (forse) una parola grossa. Sono solo un insegnante e modesto (e onesto, credo) lavoratore della ricerca. Sono dotato di spirito sportivo, e so riconoscere chi è più di me.
    Ho letto che una università tedesca (la cui serietà è indiscutibile per definizione, i deutsch li conosco, poi domani cerco i paper) ha calcolato che per essere sostenibile, la ns civiltà dovrebbe ridurre di un fattore 10 i consumi energetici.
    Sarà magari un po’ a spanne, ma si capisce bene che dovremo altro che limitare il GW, se vogliamo solo anche sopravvivere, noi e soprattutto i ns nipoti. E di questo parliamo troppo poco: meno pellicce e più pannelli solari !!! Ma ne riparleremo !!!

    Ciao !

    Anonimo SQ

  14. Dopo l’essenza di seta nello shampoo, qualcuno può ancora pensare che la pubblicità abbia qualcosa a che vedere con la realtà dei fatti?
    ieri ho visto la pubblicità di un’auto, giocata sul fatto che bisogna essere unici… ho ardentemente sperato che i consumatori ne fossero completamente persuasi e che pertanto i produttori ne vendessero un UNICO esemplare XD

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