Un po' cazzeggio e un po' no, dipende dal giorno


C’è poco di veramente originale in noi, si parte da un input che accende magari un’altra idea.
E’ quello che mi sta accadendo in questo momento, una riflessione non necessariamente è originale…
E’ un po’ di tempo che mi ruota intorno un libro che al Meeting non ho comprato perchè volevo (e voglio) smaltire quelli che già ho, ora mi arriva un
link ad un’intervista ed avendo tempo a disposizione la sto ascoltando. Da lì le sinapsi si sono portate ad una serie di post che ha scritto Profemate in questi giorni.
A voler trovare un elemento di congiunzione potremmo dire che è la Bellezza.
Come è possibile che in un momento di dolore fisico, quando anche la pipì deve essere programmata perchè per arrivare in bagno mi ci vogliono almeno 5 minuti (e sono lunghi… provate a non respirare per 5 minuti…) viene voglia di parlare di Bellezza?
Ieri prima della dimissione dalla clinica sono stata accompagnata nella palestra interna, c’era un noto conduttore televisivo attualmente impegnato in una famosa pubblicità con il figlio di un noto presentatore recentemente morto (avete capito chi è, non ho voglia che si arrivi qui cercando il suo nome ), era nel lettino accanto al mio a farsi curare la cervicale, io ero alle prese con gli esercizi più faticosi del mio programma di recupero che malgrado un paio di litri di sudore e non poco dolore alla cicatrice mi sono riusciti. Ogni tanto buttava un occhio dalla mia parte per vedere se l’avevo riconosciuto ma io, pur avendolo riconosciuto, in quel momento avevo di meglio a cui pensare.
La Bellezza può essere un bene effimero come quella donata da madre natura che ha una scadenza a tempo, può avere quella infinita di un’opera d’arte e può avere quella della frazione di un minuto quando vedi una gamba che risponde ai comandi del tuo cervello… e non è una cosa così scontata in certi casi.

E allora anche il detto che ti ripete tua nonna "Chi un po’ bella vuole apparire, un bel po’ deve soffrire" assume un senso nuovo. Nel mio piccolo caso (anche banale diciamocelo) la Bellezza di correre di nuovo, magari dietro ad un pallone o rincorrendo dei bambini, vale la fatica e la sofferenza di questi pochi giorni ma tutto questo ha senso solo se è una Bellezza con la B e non per qualcosa di effimero e a scadenza.

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Commenti su: "Bellezza e non bellezza… questo è il dilemma!" (6)

  1. Il bello fa parte integrante del processo di liberazione cui ogni uomo tende.
    Buona convalescenza!
    Fabio

  2. La sofferenza sofferta e offerta, per arrivare a quella Bellezza, è purificazione!

  3. Credo di capire cosa vuoi dire,xkè anch’io ho vissuto qualcosa del genere in questa ultima settimana.Io la Bellezza l’ho trovata in sguardi che mi hanno fatta sentire amata e pensata,e nel mio cuore che sta imparando ad accogliere tutto ciò,donandomi pace e serenità che prima non conoscevo…buona guarigione,ma non esagerare con gli sforzi.Fa sempre attenzione,miraccomando.Un abbraccio.

  4. Ma alla fine, la soddisfazione di salutarlo per nome, al povero conduttore, gliel’hai data?

    "La bellezza di correre di nuovo" . . . come ti capisco, c’è stato un periodo che invidiavo mio fratello (5 anni) perchè scendeva le scale a saltelli e io ero convinta che non sarei riuscita più a camminare senza stampelle!

    Buona ripresa! R

  5. per favore lascia stare i palloni!!
    ciao bellezza un bacione
    monì

  6. Uau. Il Conduttore. Non sei guarita più alla svelta? Potevi farti imporre le mani (da qualche parte) 😛

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