Un po' cazzeggio e un po' no, dipende dal giorno


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Sono contraria, sono contraria per le controindicazioni che con troppa facilità vengono taciute, sono contraria perché sembra che la “pillola del giorno dopo” sia una specie di gomma da cancellare da usare con una serata trascorsa a tratto di lapis.

Non è questione di aborto-sì e aborto-no ma molto più superficialmente di assumersi le responsabilità dei propri gesti.

Sono stata educata dai miei genitori a tener conto dei rischi/errori con la libertà di fare entrambi e la consapevolezza della responsabilità che ne sarebbe seguita.

La Ru486 è una sconfitta per qualsiasi donna, NON è una conquista.

Se è una conquista lo è per quella fetta di umanità maschile per cui un “buco vale l’altro” (perdonate la metafora forse volgare), che a fronte del proprio piacere non ha intenzione di usare “nulla” e che non vuole complicazioni. Ci sarebbe da aggiungere: “peccato che tanta attenzione non l’abbiano usata i loro genitori”.

 

Si è in grave errore a considerare la RU486 come un antistaminico per allergici ai bambini; un aborto: terapeutico, voluto, spontaneo, indotto lascia, nella donna, tracce indelebili.

Non le sottovalutate in virtù di una vita apparentemente più facile nell’immediato, i nodi verranno al pettine, magari nel momento più impensabile!

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Commenti su: "Basta un poco di zucchero e la pillola va giù, la pillola va giù…la pillola va giù…" (7)

  1. E’ un aborto a tutti gli effetti, né più né meno come l’altro chirurgico. Con una grande differenza, però. La donna è lasciata sempre più sola con se stessa. Un fai da te terribilmente tragico, con controindicazioni ed effetti ancora più tragici. Sembra un vero proprio lavarsi le mani degli addetti ai lavori favorendo profitti sempre più alti alle aziende che la producono.
    Concordo con te che è una sconfitta.
    Di quelle che lasciano il segno per sempre. Io mi chiedo se, chi la prescrive, la prescriverebbe a sua figlia o a sua moglie.

    Come ha sempre detto Madre Teresa, la Vita é la Vita, difendila!

  2. Cara Viv hai proprio ragione “basta un poco di zucchero e la pillola va giù” la società tenta di addolcire la vita eliminando i ‘problemi’ con un finto rimedio. Eh sì una creatura non voluta per alcuni è un problema, il fatto è che non ci si pensa prima non si fanno le scelte giuste. Ora si sbaglia nuovamente perché non solo si uccide una creatura, ma la madre rischia in prima persona, lo testimoniano le 29 morti causate dalla Ru486 e dalla non responsabilità di una società bacata che non difende la dignità della persona.

  3. Può capitare ad una donna di avere un aborto spontaneo senza nemmeno sapere di essere incinta e senza cercare quel figlio, quella donna lo vivrà come un aborto spontaneo di una gravidanza conosciuta.

    Mi domando una cosa.

    Come mai molti uomini parlano di qualcosa che non conoscono?
    Sarebbe come se io, donna, avessi la pretesa di parlare dei danni psicologici dell’eiaculazione precoce…

    La legge sull’aborto deve esserci per evitare lo sciacallaggio che ci sarebbe sul divieto ma deve essere un qualcosa di consapevole e ponderato e non qualcosa che liberalizza le notti di sesso sfrenato.

    Mia nonna classe 1909 diceva che l’organo femminile non era fatto di sapone e non si consumava con l’uso e diceva anche che non era di burro e non lasciava le impronte… l’altra dice che il “calesse” è mio e ci faccio montare chi voglio… tutto vero, specie alla luce delle loro vite… una ha partorito un figlio della guerra, mio padre; l’altra morto mio nonno non è mai uscita a cena con un uomo… ed è rimasta vedova a 36 anni…

    Una “scopata” comporta responsabilità… non basta una pillola a cancellarla

    E soprattutto… si procrea (indesiderato o meno) in due… le responsabilità si affrontano in due.
    Altrimenti si è come il cuor di leone di alice nel paese delle meraviglie….

  4. Come darti torto, lo diceva anche una femminista tanti anni fa, solo che ora lo ha dimenticato
    http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=17&id_n=15685

  5. Non ho letto la femminista… non leggo le femministe… (il link credo mi sia stato passato su fb ma non l’ho letto)

    Io mi sento donna e non femmina… quello è un genere… 😛

  6. Io credo che, come tutte le situazioni, sia facile parlarne al di fuori. E che la cosiddetta pillola del giorno dopo, come tutte le cose, debba essere usata con moderazione e non come “una gomma da cancellare”. Mi sembra anche riduttivo pensarla come un “rimedio a delle notti di sesso sfrenato”.. Piuttosto penso alla ragazzina, ai ragazzini che, pensando di prendere le giuste precauzioni, con responsabilità, usano il preservativo e questo si rompa, cosa che può accadere anche frequentemente, aumentando vertiginosamente la possibilità di una gravidanza, che, può non piacere a molti, ma è indesiderata. Penso ad una donna vittima di stupro…. deve sentirsi obbligata a portare in grembo il figlio di una violenza? Almeno lasciamola scegliere…
    I casi possono essere molteplici, la pillola non è una cosa negativa in se’, dipende semplicemente dall’uso che se ne fa, tutto qui.
    E di certo esiste da tanto tempo, quella pillola, anche se forse non aveva nomeecognome come quella di adesso.
    Ha tantissime controindicazioni, come tutti i farmaci, che se solo ci si fermasse a quelle, nessuno ne prenderebbe più.
    Mi dispiace Viv ma queste cose dovevo proprio dirle, qui leggo sempre e solo commenti a senso unico, riguardanti sempre un unico punto di vista…
    Un abbraccio,

    Roby

  7. Roby questa pillola banalizza il concetto dell’aborto, mi spiace ma non sono d’accordo.
    Una donna che ricorre all’aborto non lo deve fare da sola: ci vuole la famiglia o il compagno/marito (se disponibile)

    Il concetto di pillola assimila l’aborto ad una pasticca di cortisone presa per una reazione allergica…

    Continuo ad essere contraria 🙂 (alla pillola non ai tuoi interventi :-P)

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