Un po' cazzeggio e un po' no, dipende dal giorno


Il Venezuela ha scelto "democraticamente" la strada della dittatura.
Il referendum ha visto vincere il sì all’abolizione del limite di due mandati per la rielezione del Presidente.
Chavez non è nuovo a vittorie di misura su temi importanti, questa volta porta a casa un risicato 54,36% a fronte di una modifica alla Costituzione che ha dell’incredibile:
Da simile referendum era già uscito battuto qualche anno fa, ma bisogna riconoscere al presidente venezuelano la perseveranza! Stavolta ha riproposto il referendum modificando il quesito ed estendendo la limitazione all’intera classe politica sudamericana.
Al momento a mantenere un barlume di democrazia resta il fatto che comunque il presidente deve essere rieletto a scadenza di mandato anche se può ripresentarsi all’infinito.
Non mi stupirei se il passo successivo fosse una sorta di elezione a vita…
Resta comunque da dire che in un Paese dove il tasso di corruzione è quasi pari al numero di barili di petrolio estratti giornalmente non gli sarà difficile vincere le elezioni a tempo indeterminato…

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Commenti su: "Scelta "democratica" di dittatura" (16)

  1. Ho sentito in tv i risultati di questo referendum. Odio le dittature a qualsiasi colore appartengono. La storia travagliata di questo paese e di altri a lui confinanti si perde nel tempo. L’oro nero ne condiziona la storia, purtroppo. E’ il collante più importante tra il politico e la sua poltrona.
    In un momento di tempo ne parlerò con l’uomo “politico” di casa che sempre attentamente segue i risultati elettorali di ogni più sperduta parte del mondo. Come faccia io non lo so. Si vede che a lui ho trasmesso il senso della politica e la capacità, a parte le simpatie soggettive, di analizzare i pro e i contro.
    Spero solo che ogni carica presidenziale venga democraticamente eletta e che le opposizioni abbiano sempre il coraggio di esprimersi legittimamente.
    diggiu

  2. @Diggiu se il tuo uomo di casa è disponibile sono a disposizione anche io a parlarne con lui… di questa specifica situazione ho la testimonianza diretta di una 15ina di persone che la vivono dalla nascita e che sono lontanissimi dall’essere “capitalisti”….

  3. Penso che non ci siano problemi in merito. Quindi alla prossima rimpatriata da me!
    Ciao Viv! 🙂
    diggiu

  4. utente anonimo ha detto:

    Credo sia il limite della democrazia, quello di offrire un’ampia possibilità di espressione e comunicazione, libertà e dunque, anche quella di usare strumenti democratici ortodossi per distruggere la democrazia stessa (vedi la Repubblica “Democratica” Cinese, in quella pretesa formale o certi Paesi nell’area islamica che introducono la sharia…).
    D’altra parte il titolare attuale non ha mai fatto mistero: un suo riferimento è Castro, è Cuba, un regime che, parrebbe, diventa dittatura ereditaria come tante altre, dello stesso color rosso, come la Corea del Nord..
    Nemmeno che ci sia un’autentica adesione popolare deve stupire: per tanti anni si riteneva l’Urss un paradiso per l’umanità (e tutt’ora qui, nonostante la verità abbia superato le cortine ed abbattuto muri da un pezzo, c’è chi si commuove e si entusiasma nostalgimante per quell’esperienza disumana e disumanizzante).
    Credo che quel limite della democrazia non sia facilmente superabile. Credo che ci siano anche responsabilità che toccherebbero agli esterni per evitare simili epiloghi tristi, ma i costi possono essere molto alti, le possibilità di successo frustrate e poi, insomma, sappiamo bene che in larga parte funzionano politiche dove ognuno pensa al proprio orticello e l’etica spesso diventa facilmente solo un’etichetta.
    Le Olimpiadi appena passate ne sono dimostrazione, con buona pace di tibetani e non solo.
    Resta la speranza e la testimonianza propria per farla più forte, ma forse il Venezuela deve fare il proprio cammino, batterci la testa per comprendere quello che la storia già offre, come lezione.
    Certo, è triste.
    Ho un cugino che è sposato con una cubana che una volta mi ha detto che fatica a capire come certi possano ancora entusiasmarsi per Castro, Che Guevara, come possano vederlo addirittura simbolo “pacifista” quando la sua natura violenta non ci è mai stata nascosta, ma ostentata, come possiamo guardare a Cuba come un modello meraviglioso, migliore, come mai non ci chiediamo perchè chi può scappa da lì, perchè noi aiutiamo moralmente quella dittatura, dimostrando ingratitudine per le vittime di quella quanto per la nostra civiltà e libertà.
    Ed in effetti, per me è un po’ un mistero, non ho mai saputo risponderle in modo convincente, un po’ vergognandomene.
    So solo che per certe persone, c’è una priorità di essere “contro” qualcosa e qualcuno, invalidando ogni buon senso e dimenticando anche quando si dovrebbe essere “per”, rinunciando a ragion logica, coerenza pur di sostenere quel costante risentimento, rancore, quell’entusiasmo per esser “contro” che evidentemente in un “per” non trovano.
    Beh, lei è qui e potendo porterebbe tutti i suoi cari, qui, ma non è possibile. Qualcosa vorrà pur dire.. io credo di aver imparato qualcosa che altri fan finta di non vedere.
    Ciao.
    Alieno

  5. Carissima Viv,
    se leggi spagnolo o portoghese, per comprendere quello che avviene in tutta l’America Latina e, in questi giorni, in Venezuela, è assolutamente imperdibile il blog di Graça Salgueiro (tra l’altro in questi giorni minacciata di morte: così i “compagni” lottano): http://notalatina.blogspot.com
    Buona Quaresima!

  6. Grazie Cab 🙂
    Leggo lo spagnolo, il portoghese lo “intuisco” soltanto ma potrebbe essere un valido esercizio per intuirlo meglio :-))
    Vado a leggere!
    Di norma mi avvalgo delle informazioni dei miei parenti che però restano sempre molto “abbottonati”

  7. Che ne dici?

  8. Caro Cab, ho iniziato la lettura che probabilmente sospenderò visto che alza il mio tasso di incazzatuta.
    Chavez è un dittatore che non fa nulla per nasconderlo quello che è sconvolgente è che il suo popolo lo sa, una parte lo contesta, l’altra sembra accettarlo volentieri per una sorte di sindrome di Stoccolma; non è infrequente sentire i vecchi rimpiangere “l’ordine” e l’apparente benessere di passate dittature.
    E’ un Paese dalle mille contraddizioni, destinato a soccombere se non riuscirà a far emergere quella identità nazionale che per “convenienza” tiene nascosta!

  9. Il problema è che non è un dittatore “isolato”. Fa parte di quello schema che si chiama “Foro de Sao Paulo”, che unisce tutte le sinistre continentali insieme alle FARC, al MIR cileno, etc. Lula, Morales, Chavez, Castro agiscono insieme. Lo scopo strategico del Foro è (parole loro) “Riconquistare in America Latina quello che è stato perduto nell’Europa dell’Est”. Fino a qualche anno fa solo parlare di questa organizzazione significava essere presi per visionari, per folli, per “teorici della cospirazione”. Lo stesso Lula negava sempre di sapere cosa fosse il Foro. Quando hanno stabilizzato il loro potere sono usciti allo scoperto, fino al sign. Lula che ha addirittura inaugurato la sessione celebrativa dei 15 anni di esistenza di questo Foro, lo stesso che in campagna elettorale negava che esistesse. La questione è che Chavez non è un pazzo isolato; fa parte del gruppo di psicopatici rivoluzionari (non lo dico come insulto, lo dico come diagnosi scientifica a partire dagli studi di Olavo de Carvalho) che, con l’eccezione della Colombia di Uribe non a caso massacrato nei media come fascista etc., comandano ormai in America Latina (vogliamo parlare delle frequenti visite di Ahminejad a Caracas e di Chavez a Teheran? Vogliamo parlare dell’appoggio alla flotta Russa nelle acque venezuelane? Vogliamo parlare della presenza di “consiglieri cinesi” a Caracas? Vogliamo della provenienza russa delle armi venezuelane?). Insomma, è un grave errore politico pensare a Chavez come un semplice pazzo; è psicopatico, sì: ma come ogni psicopatico molto lucido nei nefasti obiettivi della sua strategia. Una differenza che vedo fondamentale tra il Venezuela e il Brasile è che in Venezuela c’è almeno una parte che resiste. In Brasile, dopo 40 anni di sistematica applicazione di strategia gramsciana, non esiste più opposizione se non quella che viene definita tale dal governo. Solo per dirti: il partito che è considerato opposizione di “destra” fa parte dell’Internazionale socialista. Non aggiungo altro…

  10. Convengo che in Venezuela resista una opposizione ancora tale anche se i mezzi che ha a disposizione sono quasi primitivi visto che Chavez ha il controllo di tutti i mezzi di informazione e non solo di quelli.
    Cab il Sud America non interessa, non è di moda, avevo un blog a tema che ho lasciato abbandonato per mancanza di stimoli. Bada non intendo mancanza di commenti, quelli non mi interessano ma era il disinteresse che si percepiva ad infastidirmi. Io sono di parte, conosco il Venezuela per esseci stata, per avere lì dei parenti.
    Quando scoppierà la “bomba” sud americana vedremo frotte di esperti e giornalisti fare i “plastici” in tv, accusare o giustificare gli uni o gli altri.
    Ora l’opposizione venezuelana inizia a muoversi su Face Book ma non so quanto possa ottenere o quanto possa durare… io intanto seguo… e magari prendo in considerazione di togliere le ragnatele all’altro blog…

  11. Non pensi che almeno in Venezuela ancora abbia senso lottare? Voglio dire, come Notalatina ha mostrato, Chavez ha vinto con la frode (tra l’altro, neanche una riga sulla stampa di questo che è più che un sospetto…). Se i risultati fossero stati corretti (ah, le urne elettroniche!! Che progresso!) Chavez sarebbe stato trombato un’altra volta. Comunque è vero: l’America Latina interessa solo se ne parli secondo il mainstream terzomondista. Una rivista “cattolica” mi aveva chiesto un commento su Lula che si sono rifiutati di pubblicare: “Non è questo che interessa ai nostri lettori”. Dico, non si sono chiesti se era vero o no quello che dicevo (tra l’altro super documentato negli Atti dello stesso Foro di Sao Paolo, non di ricostruzioni dietrologiche!! Loro stessi dicono apertamente quello che fanno!!!); semplicemente non corrispondeva con quello che loro desiderano che Lula sia. Siamo alla vera psicopatia: questi non si rapportano alla realtà come è, ma al loro delirio che la sostituisce. E’ una vera e propria malattia mentale. Alcuni giorni fa un articolo di P. Battista sul Corriere a me è parso decisivo a riguardo. Ne ho parlato in un post

  12. Scusa, non capisco molto bene questi htlm a volte mi funzionano a volte no: è qui
    http://shaphiro.splinder.com/post/19897892/Olavo+de+Carvalho+ha+sempre+ra

  13. Stavo appunto per chiederti quale fosse il post, vado a leggere.

    Mi sa che dovrò approfondire sto tuo amico… Carvalho… mi auguro solo che ci sia in italiano altrimenti sono nei guai!!

    Mi chiedi se ha senso lottare?
    Certo che ha senso e cercano di farlo con quanto hanno a disposizione ma quando vengono a conoscenza del fatto che in Italia nulla trapela (malgrado la folta comunità italo-venezuelana che mantiene i contatti con la madrepatria) restano piuttosto demoralizzati.
    Volevo dare loro una voce qui in Italia, ci riprovo… vediamo che succede!

  14. Grazie per la discussione e le notizie

  15. utente anonimo ha detto:

    ultimo aggiornamento: 09 marzo, ore 17:54
    Caracas, 9 mar. – (Adnkronos) – Due settimane di tempo alla Coca Cola per sgomberare un terreno alla periferia di Caracas, attualmente usato come parcheggio dei camion addetti alla distribuzione, dove andranno invece costruite case popolari. A dare lo sfratto alla multinazionale Coca-Cola Femsa, a prevalenza di capitale messicano, è stato il presidente del Venezuela Hugo Chavez (nella foto).

    “Chiedo loro di andarsene -ha detto Chavez durante il suo consueto programma domenicale ‘Alo’ Presidente’- Oggi e’ l’8 marzo: la Coca Cola ha due settimane di tempo per abbandonare volontariamente questo terreno”. Altrimenti, ha minacciato il presidente “mando Saman, il ministro del Commercio, che sa cosa fare”.

    Venerdi’ scorso il governo di Caracas ha espropriato una piantagione di eucalipto di 1.500 ettari di proprieta’ della Smurfit Kappa Carton, filiale venezuelana del gruppo irlandese Smurfit Kappa.
    —–

    Il nostro sublime testimone della poesia italiana, l’architetto della nuova cultura letteraria nostrana Sanguineti, sarà estremamente contento.
    Stavolta non si son nemmeno dovuti utilizzare i carri armati che l’altra volta, in Cina, furono incredibilmente, inopinatamente criticati…

    Alieno

    Tieni a mente Tien An Men
    ma va bene anche il Tibet volendo..

  16. @Alieno vieni di là a parlare di Venezuela 🙂 (oggi siamo seri)

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