Un po' cazzeggio e un po' no, dipende dal giorno


Che a me sta cosa di tenere chiuso il blog per il primo (… ) che passa mica mi va…
Nomi, oltre al mio, non ne sono stati fatti.
Certo se capita qui ci si riconosce… però se me lo chiede glielo direi anche in faccia quello che penso…
Tempo 24 ore e tolgo il lucchetto… chi pensa che sia meglio lasciarlo chiuso me lo dica per tempo 😛
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Commenti su: "Facciamo un sondaggio…" (36)

  1. Secondo me ti risparmi una serie di rotture non indifferenti!
    Le stesse che ho io al lavoro, per capirci! Considera che un capo, ieri, mi ha chiesto chi fossero i personaggi che cito nel blog. Risposta? “Persone importanti che voi non consocerete mai”

  2. io lo aprirei a tutti ecco e anche subito

  3. c’è una persona che ti cerca e ti brama sul blog delle ragazze volevo dirtelo

  4. si aprilo, aprilo

  5. io lo aprirei

  6. ma perchè aspettare tante ore

  7. una cosa ben fatta bisogna farla subito

  8. ok ok non spingere esco da sola

  9. Tu sei pazza…. 🙂
    apro domani… lo sai che sono di parola 🙂

  10. eceloso che sei di parola ce stavo a provà:)
    sì sono pazza te possimo…:)))

  11. se non fossi

  12. pazza tu forse non mi vorresti bene….(risposta che vorrei) sì è così marghetti e adesso viai fuori dalle scatole:))

  13. Ti vorrei bene comunque ed ora fuori dai piedi!
    🙂

  14. levate la grappa alla Marghetti!!!!!!
    subito!!!!!

  15. Io mi fido di te e delle tue decisioni.
    Mi sento come Giandomenico Fracchia…
    chaggià fà
    baci, V.
    danis

  16. Il discorso che stai affrontando è molto serio perchè interessa la tua vita lavorativa.
    Se decidi di riaprire il blog – secondo me – dovresti evitare di rendere pubblico il tuo pensiero sul tuo datore di lavoro.
    E’ molto facile incappare in frasi che potrebbero essere usate contro la tua persona.
    Naturalmente è solo una mia opinione, ma la prudenza è necessaria in questa situazione.
    Un bacio

  17. Una riflessione.
    Le problematiche, le situazioni i disagi che tu descrivi sono “il” problema. Mi spiego meglio e se permetti mi dilungo un attimo.
    Il modo del lavoro non è mai stato semplice e il rapporto capo-dipendenti è un aspetto che comunque varia a seconda del contesto (grande/medio/piccolo/micro; pubblico/privato; e poi cafone/educato ecc ecc).
    Però a monte di ciò c’è il problema specifico che affligge attualmente questo mondo del lavoro per i giovani: la precarietà, l lavoro a termine, i contratti atipici (cose che sapete meglio di me).
    Aggiungiamo un diffuso degrado dei rapporti tra persone. Aggiungiamo la stolta ingiustizia che grida vendetta: un futuro incerto, pensioni irrisorie per il domani, maternità-paternità e famiglia praticamente scoraggiate se non precluse.
    Il risultato è sotto gli occhi.
    A questo punto mi potresti dire : embè? (alla romana) che c’entra il blog?
    Avresti ragione, il blog non c’entrerebbe; e il suo titolo in realtà apparentemente si defila rispetto al problema sociale.
    Però io terrei presenti le riflessioni iniziali.
    Un blog come il tuo spiattella chiare chiare tante importanti verità.
    Dovrebbe essere letto e ascoltato, è una specie di manifesto della condizione del lavoro: spontaneo, fresco e intelligente.
    Non deve ritorcersi contro di te, ma sarebbe un peccato rinunciare a renderlo pubblico anche perchè e l’atteggiamento “carbonaro” del privato è un sacrificio che lo snatura.
    Tuttavia la riconoscibilità è un peso nei confronti del quale tu dovresti avere appoggi e solidarietà.
    Insomma forse sono mi sono espressa confusamente.
    E’ bello il tuo coraggiodi essere te stessa sempre e comunque! è fantastica la tua allegra sfida. Spero che altri ti siano vicini.
    Sarebbe ancora più fantastico che il tuo blog diventasse anche per altri uno strumento per suscitarne alri su temi simili, per ottenere visibilità e provvedimenti (magari) in favore del lavoro e della valorizzazione dei talenti come il tuo.
    I blog di sdilinquimento personale sono urticanti (ma questo è un mio atteggiamento brontolone) ma innocui. I pochi blog come il tuo sono roba tosta. Coraggio!
    con affetto, mariaserena

  18. Tu sei riconoscibile, ma l’azienda dove lavori no. Non ci sarebbero i termini per farti una querela per diffamazione essendo comunque celato il nome. Potrebbero contestarti il fatto che essendo tu, dipendente e riconoscibile, potresti essere riconducibile all’azienda.
    Ma prima bisogna che trovino il blog. Improbabile.

  19. Posso essere d’accordo con Serena solo in parte dal momento che non credo sia facile per tutti mettersi contro il proprio datore di lavoro quando si lavora con contratti precari.
    Aprire un blog per cantarle al proprio direttore può andare bene fino a quando il tutto resta nei confini del blog stesso altrimenti si può rischiare il licenziamento.
    Viviana fa benissimo a farlo, ma come giustamente afferma può infischiarsene alla grande anche nel caso dovessero mandarla a casa.
    Cosa che invece getterebbe sul lastrico un padre di famiglia oppure un giovane, che può contare solo sulle sue misere forze per andare avanti.
    Che lotta sia ( ne ho fatte tante nella mia vita) ma gestita con intelligenza a seconda delle varie situazioni.
    Scusatemi, ma questo è il mio pensiero.

  20. Ma infatti Laura non intendo certo fornire facili appigli.
    Per come sono fatta preferisco andarmene sbattendo la porta (come fatto in precedenza) piuttosto che farmi “cacciare”.
    La migliore arma a mia disposizione è mantenere alta la qualità del mio lavoro, che è l’unica cosa per cui posso essere giudicata.
    Al momento, da questo punto di vista, non corro rischi 😛

  21. Viviana conosco benissimo le tue qualità, ma il mio discorso era diretto a Serena che incitava tutti alla lotta.
    A me sta benissimo la lotta e sai bene come la penso, trovo comunque difficile in alcuni casi portarla avanti.
    Anche sbattere la porta, come hai fatto e come sei pronta a fare dipende sempre e solo dalla situazione personale in cui si vive.
    Se tu avessi una famiglia da mantenere oppure fossi sola senza appoggi neppure affettivi non credo che sarebbe così semplice adottare determinati atteggiamenti, che sono giiusti ma che potrebbero mettere in discussione il tuo posto di lavoro.
    Non dico che bisogna piegare la testa…..questo mai! Ma che bisogna ( nei casi citati) muoversi con cautela e mai da soli….beh questo si.
    Un abbraccio

  22. Era quello che ci dicevamo sabato al telefono… per fare le “rivoluzioni” ci vuole la pancia piena e le spalle coperte oppure essere nella condizione di non aver nulla da perdere.
    Lavoro precario, mutuo da pagare, famiglia da mantenere non permettono rivendicazioni sindacali!
    E’ questo il ricatto in atto, siamo tenuti sotto scacco…

  23. Hai ragionissimo, quindi non basta uno o più blog per lottare….quello che servirebbe è semplicemente ritrovare la voglia di confrontarsi per tentare di arginare ed infine rendere nulla il ricatto operato.

    Rivedere leggi che hanno causato solo danni e tanto altro.

    Insomma si potrebbero fare mille cose, ma il problema ” fame” aliena il cervello…….ed è questa realtà che mi mette paura.
    Un bis bacio:-)))

  24. Le leggi le rivedono le stesse facce di letame che le hanno approvate, dubito fortemente che abbiano interesse.

  25. Vi hanno fottuto col credito al consumo.

    All’armi!!

  26. Salvato’ ho letto sul blog di Laura che eri pronto ad immolarti come una torcia umana sul terreno del “nemico” a causa della chiusura… 🙂

    Ci hanno fregato con il credito al consumo???
    A noi precari credito lo fa solo mamma e papà, quando possono ergo niente consumi!
    Bentornato su questi schermi!

  27. @ BiancaRaffa… se mi querelano (ma non è questa la paura, semmai una sorta di mobbing) gli porto i 250.000 iscritti come testimoni dei disservizi… 😛

  28. No assolutamente, non incito tutti alla lotta, se sembra così mi sono spiegata male, ma non mi sembrava; io dicevo che il problema non può essere affrontato da soli.
    Ma mi fermo, perchè leggo prima gli altri commenti.
    Se avete la pazienza, se volete, rileggete semmai il mio.
    Infatti pensavo a Viviana e credo che chi la incoraggiava a riaprire avrebbe dovuto anche affiancarla.
    ma ora vado a leggere.
    Oggi è giornatona di blog pieni di cose.

  29. Arieccomi. Mi sono riletta e ho riletto i commenti e confermo.
    Non ho nemmeno pensato che un problema come quello del lavoro si risolva con un blog e non l’ho scritto. Non manderei nessuno allo sbaraglio.
    Però un blog è già una voce che può viaggiare e cercare di diffondere idee. Le idee possono diventare importanti.
    Siamo abbastanza soffocati in questo, perchè la melassa mediatica ingurgita e risputa tutto omogeneizzando vero e falso come se fossero la stessa cosa.
    E tuttavia credo sia giusto cercare il dialogo con più persone.
    Credo che meno verità si dice e più quelle che Viviana chiama con la straordinaria espressione “facce di letame” si riproducano felicemente.
    Ho figlie con situazioni simili; e tanti conoscenti che stanno così o anche peggio. So bene cosa passano.
    ciao!

  30. la precarietà non è la causa, è l’effetto.
    “qualcuno” prima di te si è venduto per pochi spiccioli, fottendosene altamente di quello che, poi, sarebbe successo.
    lo stesso “qualcuno”, adesso, si dibatte e si dimena perchè vede enormemente calato il suo potere d’acquisto e si vede scivolare nel girone infernale (lo stesso di cui se n’è fottuto altamente quando lo hanno illuso che ci fossero vacche grasse (il televisore, l’aspirapolvere, l’auto, la settimana bianca, il mese al mare etceveza etceveza…). in realtà erano le briciole che si saranno pagate amaramente poi.

    ma se ho capito il discorso verteva su una situazione che è tua personale, quindi tutto questo non c’entra nulla…

    p.s.
    molto più probabile che la revoluciòn la fa un diddle anzichè un borghese.

  31. Non compro a “debito”, che il credito è per loro.. se posso permettermi una cosa la compro altrimenti ne faccio a meno… unica eccezione la macchina, usata e rubata, comprata a “rate” ma con la copertura in banca.
    Quella descritta è la mia “STORIA”, quello che sta accadendo a me in questi giorni ma ciò no toglie che lo vivano anche altri.
    Se siamo in mano ad un topolino rosa siamo del gatto ma ripensandoci, forse, è meglio che essere di quegli squali del partito della pagnotta (chi nun magna è ‘n fijo de ‘na mignotta), l’unico vero partito unico!

    Torna, Salvato’, mi mancavi! 🙂

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