Un po' cazzeggio e un po' no, dipende dal giorno


Mi arriva, per via riservata, un appunto al blog.

Nessun attacco personale, tranquilli, ma forse un valido spunto di riflessione che può essere generalizzato in un contesto “sociale” (senza nessuna pretesa di cadere nella sociologia della quale non ho nessuna competenza).
Partiamo dagli appunti che mi vengono mossi.

  • E’ cambiato, se non lo stile, il contenuto dei miei post. Il blog fino a qualche tempo fa era caratterizzato da “cazzate” e da riflessioni semi-serie, con qualche scivolata nell’attualità, con uno stile ironico, pungente, sarcastico ed anche un po’ stronzo (mi si dice!).
    Insomma ero IO, Viviana…
    Ora propende una vena più “intimista” che in realtà mi è poco usuale e che è segno evidente o di una mia crisi (che c’è!) o di una metamorfosi (nemmeno tanto cercata!) o di uno stato di passaggio che mi porterà ad essere qualcosa di diverso.

  • Il secondo appunto, che consente la generalizzazione, è come l’appartenenza ad un gruppo possa incidere sulla parte “pubblica” di un blogger.

Questo post non è una richiesta di conferme a me, ma la volontà di aprire un dibattito se ne avete voglia.
Molte persone che mi commentano attualmente mi conoscono da poco tempo e mi auguro non abbiano sentito la necessità di andarsi a leggere anni di cazzeggiolibero.
L’apertura di questo blog coincide con la fuga di un blog di un “personaggio” dove esisteva, di fatto un gruppo. Monopolizzato dal proprietario del blog e “sottomesso” alla compiacenza dello stesso.
Io ed un’altra po’ di gente, non disposte alla sottomissione agli umori variabili, siamo fuggite ed io ho aperto il mio personale spazio.
Ora, al di là delle persone conosciute tramite questo mezzo ma entrate nel mio quotidiano reale, mi si fa notare una specie di mia necessità di appartenenza, propria degli adolescenti un pochino meno negli adulti.

ATTENZIONE: non è facile riuscire ad esplicare il concetto ed io non sono certa di raggiungere l’obiettivo.
Il colloquio che fa da genesi a questo post, è una telefonata dai toni distesi e scherzosi, senza farci mancare un pizzico di riflessione quindi astenersi da crociate pro-Viviana, non è questo il punto!

IL PUNTO E’: C’E’ NECESSITA’ DI AGGREGAZIONE? SE SI, PERCHE’? IN QUESTO I BLOG (tramite i link) AGEVOLANO LA CHIUSURA IN GRUPPI OPPURE AIUTANO LA VEICOLIZZAZIONE DEI BLOGGER?

Annunci

Commenti su: "Si faccia una domanda e si dia una risposta!" (45)

  1. Una sola cosa secondo me è importante: il blog è pubblico e perciò è lecito che chiunque possa commentarlo con proprie idee. Ma è anche vero che nessun proprietario di un blog è in dovere di render conto agli altri di quello che fa/dice/pensa.

  2. @ Fairydaisy. Nessun intento polemico con la persona che ha sollevato le eccezioni.
    Quello che dici è vero in entrambi i casi.
    Diciamo che ho colto l’occasione per aprire, se possibile e se interesserà, un dibattito.
    Non è in discussione la mia persona e/o il mio “ruolo” di blogger 🙂
    Grazie della visita 🙂
    Viv

  3. e chi ha mai detto che la necessità di appartenenza è propria degli adolescenti?
    la necessità di appartenenza è insita nel genere umano, in ogni momento della nostra esistenza siamo parti di gruppi anche inconsapevolmente, provate a pensarci, nella quotidianità 🙂

  4. Già in altra occasione si era parlato di una presunta chiusura in gruppi.
    Non avevo condiviso il punto di vista, non lo condivido ora.
    E’ questione di approccio del blogger e del lettore, di punti di vista.
    Se il proprietario del blog non ha alcuna intenzione di creare gruppi chiusi è solo l’ottica del lettore a vedere questa tendenza.
    I link… sono una cosa che non guardo, che curo poco anche sul mio blog.
    Ne avevo messo qualcuno ai tempi dell’apertura, poi non ho più aggiornato. In ogni caso non voglio che rappresentino una nicchia privilegiata.
    Non credo siano tali neppure per te, Viv.

    Sinceramente, non capisco il problema: il blogger non può relazionarsi con tutti o gran parte degli altri. Lo farà con chi riconosce come affine sotto qualche aspetto.
    E’ aggregazione, questa? Be’, a rigor di logica sì, è una tendenza umana a scegliere fra i propri simili qualcuno con cui stabilire contatti più profondi.
    E’ formare gruppi chiusi? Ma neanche per sogno: ho visto nei mesi arrivare su queste pagine (come sulle mie) persone nuove, diventate amiche al di là dei commenti sui blog.

    Cerco di sintetizzare:
    – non c’è necessità di aggregazione, l’avvicinarsi di alcune persone più di altre è inevitabile, una cosa del tutto naturale
    – ogni forma di link ad altri blog (sia nello spazio dedicato che nei commenti) è una potenziale apertura. Vedo il commento di un blogger che non conosco, seguo il link fino alle sue pagine, scopro una nuova, meravigliosa persona. Tanto per fare un esempio, è in questo modo che sono finito qui.

  5. Stefano, approfondiamo… se vuoi!
    L’appartenenza a gruppi porta all’appiattimento, più o meno evidente, delle proprie individualità (?)
    Perché siamo disposti a sacrificare una parte di noi stessi per rimanere in gruppo?

    (Considera che non sono domande rivolte a te nello specifico ma solo riflessioni a “voce” alta!)

    * Benvenuto da queste parti 🙂
    Viv

  6. @Wil: diciamo che la colonna “link” per me non ha molta importanza se non quella di segnalare “agli altri” i miei amici ed in piccola parte una sorta di ringraziamento a chi mi linka. In realtà io non entro mai nei blog tramite i miei link ma tramite la cartella “segnalibri” sui miei pc.

    Però visto che la “segnalazione” è arrivata per la seconda volta e da persone diverse ho voluto aprire il dibattito.
    Spero che qualcuno/a della vecchia guardia, di quelli cioè presenti dall’apertura del blog, possano partecipare alla riflessione 🙂

  7. si si apriamo il dibattito!
    voglio proprio dire la mia
    tanto più che il tema mi sta a cuore
    e ora posso spiegare il perchè:
    la mia opinione a tal riguardo è che


    son tornata dalle ferie! evviva!

  8. un gruppo è più della sommatoria dei singoli individui, essendo comunque qualcosa “a sè”, diverso dalle individualità che lo compongono; ma allo stesso tempo è anche qualcosa di meno della sommatoria dei componenti, i quali non potranno mai esprimere tutte le loro potenzialità in un gruppo.

    detto questo, non vedo veramente nulla di male nel crearsi di gruppetti di blogger/forummisti/chatter, ne ho visti crearsi e disfarsi da anni.
    anche al mattino, se aspetti l’autobus con altre persone, formi un gruppo… e spesso è anche fatto dalle stesse persone, che condividono uno scopo comune per un breve lasso di tempo.
    poi si scioglie, e muore, per rinascere altrove 🙂
    sul perché del bisogno di aggregazione, la psicologia sociale ci sta studiando da un cinquantennio 😉
    quindi ti invito a cercare questo libro di difficile lettura ma interessantissimo 😀

  9. per me internet è solo un potente strumento che serve per “abbattere” ostacoli quali il tempo (vista la rapidità dei collegamenti) e la distanza. per il resto, qui non avviene nulla di diverso rispetto al mondo reale, per lo meno tra coloro che hanno un minimo di testa sulle spalle e che non si limitano a sprecare tempo “battibeccando” o, peggio ancora, “litigando” con gli altri utenti della rete: ci si conosce, si scambiano 4 chiacchiere e, nei limiti del possibile, ci si incontra, in gruppo o singolarmente! se questo poi porta alla nascita di una nuova amicizia ben venga, diversamente… la vita è fatta (anche) di incontri, si aggiorna il contatore di quelli avvenuti e si va avanti, senza problemi!

  10. io farei quel che mi va di fare e mi star bene senza dare troppe spiegazioni…
    cmq per una risposta piu intelligente da parte mia, posso ripassare più tardi, è LUNEDI MATTINA!
    intanto un bacione e buon lunedi…
    AGGREGHIAMOCI
    STARE INSIEME E’ BELLO1
    IU IU IU

  11. Ah. Non l’avevo intesa così.
    Non pensavo a gruppi organizzati, con una linea comune da seguire, causa, ovviamente, di limitazioni.
    Non mi pare proprio il caso corrente, quello di questo blog, intendo.
    Quello che unisce sono spontanee affinità, oltretutto su vari fronti.
    L’espressione di ciascuna personalità mi pare estremamente libera.

    Se poi vogliamo portare il discorso a livelli più generali, le cose stanno in linea di principio come scrive Stefanone. Diventa allora una questione sociologica.
    Pare interessante il libro linkato.

    Ale, non ho capito la tua opinione ;))

  12. …è da ieri che leggo e rileggo il post e non ti nascondo che mi ha un pochino turbato no non risponderò e non parteciperò al dibattito ecco a patto di sembrare una sempliciotta stupida io dico solo GRAZIE a questo strumento perchè ho avuto la immensa gioia di incontrare TE e tanti altri amici in questo modo la mia breve vita sarà bella FINALMENTE bella per il tempo che avrò Viviana ti voglio bene ma un bene vero!!!!!

  13. @ Ale il tuo contributo al dibattito risulta fondamentale per chiarire l’aspetto psico-sociologico intrinseco ed estrinseco della situazione 😛

    @ Stefano, Wil, Abreast grazie del contributo. Non mi sento “manipolata” da un gruppo era solo per capire e sviscerare la questione.
    Va da se che se non amo la poesia non frequenterò blog che trattano esclusivamente la poesia. Giustissimo quindi il discorso sulle affinità.

    @ Kata… sembra un invito alla promiscuità… il fidanzamento con Ale ti ha acceso gli ormoni?? ahahahah

    @ Monì…Perché ti ha turbato il post? Non è un’accusa alla voglia, sacrosanta, legittima ed ampiamente appagante, di abbattere la barriera virtuale. Solo l’interrogativo se la frequentazione di un “circolo” di blog incida in qualche modo alla scelta di nuovi.
    E mi sembra che i pareri fino ad ora espressi siano per il no.
    Un bacio Marghetti… affatto virtuale 🙂

  14. ciao carissima, sono solo di passaggio per un saluto veloce e per dirti che sono tornato (che culo, dirai!!!)…
    ciaoooooooo
    🙂

  15. Allora…io arrivo abbastanza nuova da queste parti e provo a dire la mia.
    Innanzitutto non ti conoscevo prima e ti conosco poco ora ( non ho letto il resto del tuo blog, ne’ gli altri tuoi blog) pertanto non posso esprimere un parere su eventuali cambiamenti, ma soltanto ciò che vedo adesso.
    Il fatto che un gruppo di persone, che già si era conosciuto virtualmente instaurando una bella amicizia, si sia poi incontrato nella realtà confermando ed approfondendo il loro rapporto, non può fare altro che farmi piacere e confermare ciò che ho sempre pensato e cioè che, quando si è sinceri sul web, quando ci si presenta come si è, quando si trovano affinità con altre persone altrettanto schiette e sincere, non si può fare a meno di trovarsi bene insieme anche nella realtà, cementando ed approfondendo il rapporto di amicizia creato.
    Il fatto che poi si desideri comunicarlo sul web cercando di far partecipi della propria gioia anche le altre persone è del tutto legittimo e naturale. Anch’io, quando mi è capitato di incontrare gli unici due bloggers della mia vita, ho subito scritto un post in cui esternavo la mia gioia per l’incontro e lo stupore per queste amicizie nate per caso e che invece si stavano rivelando molto importanti o, almeno, questo era quello in cui credevo fermamente allora, ed ero così felice, che volevo farlo sapere a tutto il mondo.
    Non parlo quindi del TUO blog, ma, in generale, dei blog in cui si fanno continui auguri di compleanno, riassunti di incontri, dediche a tema e ad personam ecc….
    In questo caso, pur leggendo piacevolmente i post, ci si sente un po’ “pesci fuor d’acqua” perché ci si rende conto che i propri commenti non potrebbero essere altro che banali. Difficile fare gli auguri ad una persona che non si conosce, commentare un incontro se non con la solita frase “sono molto felice per voi” oppure entrare in merito ad una dedica personale, così si finisce per non commentare. Come ho detto prima, questo non vuol dire che non si legga piacevolmente il blog, ma è difficile intervenire. Non parliamo poi di quando si leggono precisazioni tipo:”
    “Vi manderò le foto via mail, leggete le comunicazioni in PVT, per accedere al file mettete la passw…” insomma, queste spiegazioni fanno capire che il post è destinato solo ad una ristretta cerchia di persone in grado di fruire completamente di tutte le informazioni.
    In ogni caso, ognuno è libero di gestire il proprio blog come meglio crede e la vecchia regola del “meglio pochi ma buoni” è sempre attuale e significativa.
    Per finire: come sono capitata qui pur non facendo parte del gruppo?
    Perché su un altro blog è successo che alcuni di voi si siano rivolti espressamente a me nei commenti e questo mi ha dato l’imput per venire a conoscervi.

  16. E quindi, Katherine, è un passo in più verso la conoscenza delle persone, questo essere interpellati e dire la tua.
    D’altra parte, chi ora si fa sinceri auguri di buon compleanno qualche mese fa era tanto se scriveva “bel post” nei commenti…

    Come scrive Viv, questo “circolo” è assolutamente ampliabile.

  17. C’è da specificare che io propendo in maniera assolutamente palese all’incontro reale. Testimonianza è il fatto che stiamo organizzando il terzo raduno.
    Mi rendo conto che magari Stefanone o Fairydaisy possano sentirsi un po’ spaesati approdando qui, magari anche non interessati punto e basta, ma la voglia di abbattere la barriera della virtualità deve essere di entrambe le parti 🙂

  18. Io c’ero quando il blog è stato aperto, ne ho condiviso il percorso e fatto parte della stessa “cordata” per un periodo abbastanza lungo. Come tutti i blog, nati come pagine personali, ha seguito l’altalenante umore della proprietaria. Non ci trovo niente di scandaloso e sconveniente. Fortunatamente non siamo sempre gli stressi ed a seconda del momento il cervello pensa cose diverse. Che tristezza, se così non fosse.
    Per quanto riguarda il discorso del fare parte di un gruppo, penso ti vincoli fino a che vuoi farti vincolare. Certo è che se in un blog si condividono per un certo tempo progetti, discorsi, frizzi e lazzi, chi non ne fa parte (come diceva Katherine) si sente estraneo. Anche se è nei link.
    In merito alle domande: l’appartenenza a gruppi porta all’appiattimento, più o meno evidente, delle proprie individualità? direi di no, in fondo ognuno di noi ha un blog, dove è insindacabilmente padrone di casa, e può dire ciò che pensa.
    Perché siamo disposti a sacrificare una parte di noi stessi per rimanere in gruppo? per lo stesso motivo per il quale siamo disposti ad accettare compromessi nella vita lavorativa e sopratutto sentimentale. Per desiderio di appartenenza. Il mondo internet rispecchia alcune dinamiche sociali del mondo reale. Niente di nuovo sotto al sole.

  19. dibattito interessante, spero che il poco tempo a disposizione per leggere e rispondere (tradotto: se mi becca il capo sono dolori…) e l’adrenalina di un cappuccino sorseggiato alle quattro del pomeriggio non mi portino a delirare nel mio piccolo intervento. Il concetto di gruppo non è che mi piaccia tanto, credo di più nell’individualità delle persone. Io è da pochi mesi che sono su Splinder e la maggior parte degli amici che ho conosciuto li devo al buon vecchio Albatross, navigato compagno di 1000 avventure. Tuttavia desidero condividere quanto ho scritto e scriverò col maggior numero di persone possibili, accettando critiche, complimenti, battute e quant’altro e curiosando nei mondi blog paralleli interagendo allo stesso modo. Mi piace il blog come mezzo per abbattere tempi e distanze e la sua virtualità non mi porta a sottovalutare le amicizie che possono nascere, anche perchè spesso c’è il desiderio comune di potersi incontrare. Insomma è come se in questo strano mondo telematico la vita vissuta a livello di comunicazione non sia poi tanto diversa da quella reale, forse solo un po’ più semplice ed immediata, tenendo conto ovviamente delle debite proporzioni e della sincerità dei partecipanti

  20. Constato che ci sono due modi di vedere abbastanza distinti nei commenti: chi vede nel blog un oggetto a sé stante, non necessariamente legato alla realtà, da cui gruppi, circoli ecc. e chi invece lo ritiene uno strumento di comunicazione, particolarmente versatile, un tramite a formare eventualmente legami “reali”.

    Come ho già scritto, chi ADESSO non sa di che si parli quando si scherza o ci si fanno gli auguri, DOMANI potrebbe benissimo essere il “festeggiato”, essere l’autore dei “frizzi e lazzi”.
    Basta avere la pazienza di leggere (e cercare di capire) il pensiero degli altri (comprese le facezie).
    Significativo il fatto che queste cose le ho scritte qualche ora fa e apparentemente non sono state considerate 😉

  21. Molto interessante questo post ed, altrettanto interessanti i commenti.
    Credo di essere stata la prima, proprio in questa sede, a porre una specifica domanda relativa alla necessità di chiudersi in un gruppo senza aver ottenuto nessuna risposta.
    Quindi, un grazie virtuale alla persona che ha sollecitato in privato l’apertura di questo post))
    dal momento che qualcuno ha deciso di esprimere la propria opinione in merito.
    Dunque……il desiderio di aggregazione fa parte del genere umano fin dalla nascita del primo cromosoma.
    L’uomo è un animale socievole e sarebbe veramente triste che si costringesse ad una vita di solitudine.
    Il problema legato ai gruppi – considerato da molti studiosi in vari campi non solo in quello sociologico – nasce quando l’aggregazione inizia a fare rima con omologazione.
    O meglio quando un gruppo di persone si chiude a riccio per comunicare solamente con gli altri partecipanti.
    In quel caso, il pensiero diventa comune…….il modo di scrivere è simile…….nessuno osa dire qualcosa di contrario al gruppo per timore di essere cacciato via dal gruppo stesso…..ed altro ancora.
    Ci si ama alla follia……e quando un appartenente al gruppo non piace……si continua ad incensarlo pubblicamente….mentre in privato lo si distrugge.
    Ma lui non lo deve sapere…..potrebbe creare problemi al gruppo stesso !
    L’ipocrisia prende il posto della sincerità……e le tante personalità – per timore di essere giudicate- subiscono dei cambiamenti in favore del pensiero dominante.
    Questo naturalmente detto per quanto riguarda il concetto di “ gruppo” visto nelle varie angolazioni.
    Nello specifico posso esprimermi poco non avendo mai con attenzione seguito tutti i vostri blogs
    Un aspetto, comunque, mi è saltato agli occhi: a parte uno o due persone, che ho trovato in giro per la blogsfera…..la rimanente parte rimane rinchiusa nel cerchio.
    Vi scrivete solo tra voi…..i post – come giustamente diceva Katherinem, sono dedicati solo a chi fa parte del giro……. Gli scherzi e le battute appartengono solo a Voi e non c’è nessun modo di entrare a commentare dal momento che si è completamente estranei alle tematiche trattate.
    Insomma una chat, che si trasforma in blog, dedicata solo agli addetti ai lavori.
    Premesso che ognuno è libero di vivere la blogsfera come meglio crede……..per rispondere alla domanda di Viviana, dico semplicemente che in questo caso specifico non è possibile nessun approccio esterno.
    Qualcuno ha scritto che esiste la possibilità di comunicare anche per gli altri……beh evidentemente non riesce a leggere da spettatore quello che vive come appartenente al gruppo.
    Pienamente concorde sul fatto di trasformare il virtuale in reale, ma anche in questo caso….la realtà è solo la vostra.
    Non dico assolutamente che sia un male…..anzi è una vera e propria scelta di vita, che preclude in ogni caso la conoscenza di altre persone, che magari possiedono affinità ancora più profonde dei partecipanti al gruppo.
    E’ questo – a casa mia – si chiama isolarsi e creare una barriera con gli altri.
    Ma se di questo Voi siete coscienti e contenti nel contempo…..E’ tutto ok e nessuno si può permettere di entrare in merito……ci mancherebbe altro!
    Alla prossima Laura

  22. un bacione Viv e buon pomeriggio a tutti gli amici reali, virtuali 😉

  23. Will, bellissima questa frase ” Basta avere la pazienza di leggere (e cercare di capire) il pensiero degli altri (comprese le facezie)” ed hai pienamente ragione.
    Permettimi, però, una domanda: perchè gli altri dovrebbero avere la pazienza di capire il vostro modo di comunicare mentre voi non fate nulla per tentare di capire quello che gli altri – fuori dal gruppo – scrivono nei loro blogs?
    Qui non si tratta della voglia matta di sentirsi fare gli auguri o partecipare a giochi…..si parla di comunicazione in senso generale e questa – naturalmente – non può essere espletata solo in senso univoco.

  24. Laura io posso essere d’accordo sul fatto che frequentando un “gruppo” possano innescarsi codici di comunicazione non comprensibili a tutti e questo dal punto di vista della comunicazione è certamente sbagliato.
    Però l’omologazione (che è brutta parecchio!) non ce la vedo.
    Che poi una persona (e non blogger, parlo di persone) possa “adattare” le proprie esternazioni al contesto in cui si trova credo sia normale nel reale e nel virtuale.
    Mi conosci e sai quanto io sia poco tollerante… ma nonostante questo da più di anno vorrei attaccare al muro il mio capoufficio e non lo ho ancora fatto!
    Nel senso che non sempre puoi dire, con i modi che ti sono propri, quello che pensi, ma non credo si tratti di omologazione o ipocrisia.
    🙂
    Scappo, mi aspettano a cena 😛

  25. Viviana, se hai letto ho specificato che alcuni tipi di comportamento sono riscontrabili nel ” gruppo” inteso in senso generale.
    Per il vostro, mi sembra di aver fatto una specificazione.
    Mi sembra, inoltre, che tu abbia espresso sempre e con molto sincerità il tuo pensiero.
    Quanto hai scritto in questo momento, mi è veramente nuovo e mi fa preoccupare:-)))
    Il paragone con il capufficio non rende.
    Riempire di complimenti una persona, che non piace e sparlarne alle spalle……a casa mia si chiama Ipocrisia.
    Nessuna legge impone di frequentare tutti o di farsi piacere tutti…..meglio parlare francamente che osannarlo dopo averlo distrutto in privato.

  26. Laura, ti vedo molto “aggressiva”, parli di “distruggere”, ipocrisie ecc.
    Per carità, ci saranno situazioni patologiche in rete. Ma, a meno di non voler intraprendere una crociata, direi che è meglio limitarsi al contesto di cui si fa parte.
    E in questo contesto cerco di rispondere.

    Intanto, ai tuoi dubbi espressi qualche mese fa si è cercato di rispondere. Poi, nessuno ha la verità in tasca, evidentemente non ti hanno convinta le risposte.
    Ma ci sono state.

    Insisto, molte persone, io compreso, fino a pochi mesi fa non sapeva nulla di Viviana, di Monica, di tante altre persone. Ed ora c’è comunicazione. Non è per magia che tutto ciò è avvenuto, no? Non esiste un “fuori” o “dentro”.
    Semplicemente, non si può parlare con tutti.
    Per me NON ESISTE un gruppo… non esiste una realtà, al di fuori del virtuale, chiamata blogsfera in cui si fa a gara a contare i commenti, le visite… almeno, a me proprio non interessa. Esistono le persone. Vanno bene tutte, potenzialmente.
    Non vedo dove ci sia questa univocità di comunicazione di cui parli.
    Visto che non è possibile frequentare tutti i blog, ci sarà un insieme finito di tali siti in cui si trovano i commenti di ciascuno.
    Gli insiemi relativi ad ognuno di noi non sono coincidenti, ovvero, ci sono blog che leggo io e non Viv, e non Ale, e non… ci siamo capiti!
    Dunque, nessun circolo vizioso, solo umane e sacrosante preferenze.

    Non vedo tutta questa ipocrisia. Mi pare di vedere pareri espressi chiaramente. Sono gentili? Fin troppo? Pazienza.
    Ci sono persone che mandano bacini sui blog e inviano catene di pvt velenosi? Be’, hanno disturbi della personalità. Triste, ma finché il disturbo non viene identificato non ci si può far nulla.
    E non credo esista nulla del genere da queste parti.

    Senti, ci sono bloggers che sono amici miei, nel mondo reale, sui cui siti non vado quasi mai e non commento. Non è dispregio nei loro confronti. Semplicemente sono pagine dedicate ad argomenti che mi sono alieni o non condivido.
    Metti che si parli di parapsicologia o di magia o di calcio o di automobilismo… che faccio, faccio finta di interessarmi o scateno risse esprimendo punti di vista contrastanti? Ma neanche per sogno! Con questi amici ho altri argomenti in comune su cui posso discutere serenamente.
    Non faccio loro uno sgarbo a non commentare le loro pagine.
    Un esempio: supponiamo di leggere un post in cui si descrive l’anatomia di un alieno, rivelata da un graffito maya. Che senso avrebbe commentare che sono tutte fregnacce, dimostrare matematicamente l’impossibilità di quanto viene descritto? A convincere qualcuno? o a scatenare una sterile rissa?

    Ciao.

  27. Wil, non mi conosci per cui non sei autorizzato ad esprimere un parere di aggressività relativa alla mia persona.
    Niente aggressione da parte mia, solo opinioni personali, che possono essere condivise o meno….ma sempre opinioni personali sono.
    Il mio modo di scrivere è diretto, senza giri di parole….o spennellate.
    Posso piacere o non piacere…..ma mai sono stata aggressiva.
    Per il resto, vedo che non ci siamo capiti per niente.
    Tu parli di accessi ai vari blogs…condivisione o meno di pensieri.
    Io parlo di Comunicazione intesa nel senso più vero della parola.
    Probabilmente hai ragionissimo, ma stiamo esprimendo due cose diverse senza essere in antitesi.
    Sai dove è il problema? Vuoi leggere necessariamente in quanto propongo…una contestazione che non c’è.
    Credi di essere toccato nel vivo, quando non ho nessuna intenzione di attaccare o dire tanto per lanciare anatemi.
    Un’ultima cosa, comunque, permittimi di dirla: finalmente si legge una discussione interessante….e meno male!
    Alla prossima

  28. non so se ci sia un’esplicita volontà nell’ignorare i miei commenti da parte di qualcuno (naturalmente non mi riferisco alla padrona di casa, la quale risponde sempre prontamente e scherzosamente, quando occorre, nei limiti del tempo che ha a disposizione), ma non è la prima volta che lascio una traccia del mio passaggio e, successivamente, mi accorgo che tale traccia non è stata presa in considerazione. è accaduta la stessa cosa proprio qui, qualche mese fa, in cui se non ricordo male le mie parole hanno “chiuso la discussione” (nel senso che dopo di me non ha commentato più nessuno…).

    LAURA, non conosci neanche me però se non ricordo male hai scritto di leggermi (silenziosamente) da diverso tempo… beh, se lo hai fatto, non puoi non aver notato che i miei post sono di qualunque tipo! si va da quelli “dedicati” a qualcuno in particolare a quelli scherzosi, a quelli seri, a quelli “a tema”… dipende da ciò che mi passa per la mente e da quello che si verifica nel mondo che mi circonda.
    personalmente “seguo” (sempre nei limiti del possibile) una sessantina di blog e non credo proprio che altre persone si “muovano” alla mia stessa maniera, per cui non ritengo di far parte di un “circolo chiuso” nel quale mi comprendono solo determinate persone.
    un’ultima cosa: un conto sono i post, altro sono i commenti! i post, infatti, quasi sempre sono scritti dal proprietario del blog (salvo il caso di blog “a più mani”), i commenti invece da chiunque voglia scriverli. la “serietà” e/o l'”interesse” delle discussioni, quindi, non vanno ricercati/imputati al proprietario del blog ma a tutti coloro che lo frequentano, non credi?

  29. Abreast, perdonami ma stai affermando delle inesattezze.
    Ti conosco, come conosci me tanto che, un tempo, commentavo sul tuo blog come tu commentavi sul mio.
    Ci siamo sentiti varie volte al telefono………una cena è rimasta in sospeso…..e tanto altro.
    Il punto, comunque, non è questo.
    Che tu possa girare per una marea di blog non serve a nulla se, poi, il tuo è solo farcito di giochi….barzellette…….e tanto altro, che hanno per protagonisti le solite persone con le quali ti rapporti.
    Per chi non appartiene al gruppo, non è possibile commentare.
    E’ chiaro che questo modo di fare ti porta una marea di accessi…..ma sempre gli stessi…….niente cambia……….e chi non è interessato a questi giochi…..legge e se ne va senza lasciare nessuna traccia.
    Che, poi, ogni tanto ci infili qualche post più serio…….lascia il tempo che trova per due motivi: le solite persone non si divertono e non commentano…….gli estranei magari non entrano più a leggerti pensando di avere a che fare con le solite situazioni.
    Che l’interesse delle discussione sia da imputare a chi commenta è totalmente errato.
    Sta al proprietario del blog postare qualcosa che attiri l’attenzione e ne faccia scaturire qualcosa di interessante…..chi entra a commentare si adegua a quello che trova.
    Alla prossima

  30. oddio Laura48 ha detto ad Abreast che sta affermando delle inesattezze… ihihihihih ahahahahahahahah
    Vnvnvvn qui c’è un dibatitto con Abreast e tu non mi chiami… ?
    dove sono i pop corn .. questa non me la perdo !
    buona gironata bella
    un bacione

  31. Kata potrai mai perdonarmi???
    😛

    Per le risposte “serie” torno con un attimo di calma (che ora non ho!)

  32. LAURA, adesso mi è tutto più chiaro: è un bel po’ di tempo che non vieni a leggermi, evidentemente! a riprova di quanto sia errato ciò che scrivi, basterebbe che tu andassi a leggere il mio ultimo post (che, guarda caso, è solo il primo dopo il rientro dalle vacanze) per constatare la “serietà” del tema trattato.
    senza contare, poi, che per lo meno a me i blog solo ed esclusivamente seri a lungo andare stancano un po’ (ma questa mi rendo conto essere solo un’opinione personale…).
    riguardo la nostra “conoscenza”, poi, non vedo nulla di inesatto, visto che è sicuramente vero che in passato ci siamo sentiti qualche volta per telefono, però non ci siamo mai visti e l’ultima volta che è capitato di sentirci risale ad un bel po’ di tempo fa, mi sembra.
    infine, come ti ho già scritto da viviana il motivo per cui non sono più venuto nel tuo blog è perchè continuava ad aprirmisi una finestra di avviso di virus ogni volta che vi accedevo; poi c’è stata la tua lunga “assenza”…

    KATANA, guarda che si paga il biglietto!!!

  33. ^___^ esco anche io oggi son di corsa ma torno dopo;)
    baciogiorno
    monì

  34. Ah ecco perchè c’è qualcuno che non lascia mai traccia da me…ho un blog troppo serio!
    Eppure a me sembra di essere anche scherzosa, almeno ogni tanto…Bah…ognuno ha i suoi gusti e tutti vanno rispettati, ci mancherebbe!

  35. ma quanto è taccagno Abreast?

    con il piffero che pago il biglietto
    vero vnvvnvnv?

    cmq oggi mi tocca alvorare se continuo cosi mi licenzio da sola … nel senso che me faccio schifo da sola !

  36. alvorare, kat? e, dicci, com’è, bello?
    ahahahahah
    😉

  37. Caro Abreast, in genere sono una persona poco puntigliosa, mi sembra tuttavia – almeno in questo caso – adeguarmi al tuo stile:

    1) che tu possa o meno trattare tematiche serie nessuno l’ha mai messo in dubbio…..la domanda di Viviana, tuttavia, era un’altra e riguardava la chiusura a circolo di alcuni bloggers.
    Ti leggo spesso e ribadisco che anche il tuo blog funziona solo attraverso i commenti delle stesse persone…….fai parte di questo gruppo e ti sei adeguato allo stile generale. Niente di male, per carità, ma l’onestà di ammetterlo sarebbe già una grande conquista.
    2) che ti possano annoiare i blog a tematiche serie….lo capisco in pieno…..pertanto non sei obbligato ad entrarci. Per commentare argomenti di un certo spessore bisogna fermarsi a ragionare e non sempre c’è il tempo o la voglia di farlo.
    3) Riguardo alla nostra conoscenza è verissimo che non ci siamo mai conosciuti nel reale.-
    Anzi ad essere puntigliosi….il fatto che non abbia mai organizzato la cena promessa….ti ha fatto incavolare alla grande al punto di avermelo ridetto almeno tre volte.
    Che non ci sentiamo per telefono è tantissimo tempo….hai ragione, ma non più tardi di un mese fa mi hai inviato molte emails per via privata alle quali ho risposto senza problemi.
    Quindi, ribadisco, che non è assolutamente vero che non ci conosciamo e che – silenziosamente – leggo il tuo blog.
    Il tuo vecchio blog l’ ho seguito con interesse…..in questo non mi ci trovo come non ci si trovano gli estranei che non possono capire i giochi dedicati solo ed esclusivamente agli appartenenti del gruppo in questione.
    E’ chiaro, poi, che conoscendo ormai il tuo nuovo stile non entro per leggere le solite battute e, probabilmente, mi sono persa quegli argomenti che molto…..ma molto raramente posti e che potrebbero interessarmi.
    4) Questo mio discorso in genere non parte dal principio di obbligare qualcuno ad entrare nel mio blog…..e neppure ha come intento quello di stigmatizzare l’operato degli altri…..e solo e semplicemente un modo per parlare della vera Comunicazione…….un argomento che mi interessa molto….diciamo per “ deformazione professionale”, per il resto ognuno è libero di cantare e suonare come vuole.
    5) Sul mio blog non c’è più da tempo la famosa finestra del virus e la mia lunga assenza è durata 20 giorni.

    Detto questo, un caro saluto dalla persona che “ silenziosamente” ti legge…….scusa la battuta ma la cosa mi fa morire dal ridere. Chi mi conosce sa bene che mi rimane difficile starmene in silenzio))
    Con simpatia Laura

  38. “IL PUNTO E’: C’E’ NECESSITA’ DI AGGREGAZIONE? SE SI, PERCHE’? IN QUESTO I BLOG (tramite i link) AGEVOLANO LA CHIUSURA IN GRUPPI OPPURE AIUTANO LA VEICOLIZZAZIONE DEI BLOGGER?”
    Mi accorgo di non aver risposto alle domande.
    Mi viene in mente l’episodio del mio collega compositore, che ha rinunciato quest’anno ad un’opportunità alla Fenice di Venezia per rappresentare la sua ultima opera nella sua città, eseguita non da professionisti, ma da un’orchestra di ragazzi. Un suo amico che lo conosce molto bene mi ha fatto notare che, in fondo, è proprio questo che ognuno di noi desidera di più: essere stimati, accettati, riconosciuti dalle persone che si conoscono, con le quali c’è un rapporto di amicizia, di amore, di stima da lungo tempo.
    Credo che sui blog succeda un po’ la stessa cosa. Il fatto che alcune persone più di altre continuino a frequentarci, si dimostrino desiderose di conoscerci meglio, di incontrarci, ci fa sentire più sicuri, apprezzati e contribuisce ad aumentare la nostra autostima, oltre a soddisfare il desiderio più che naturale di sentirsi parte di un gruppo di amici sinceri ed affettuosi.
    Nella vita virtuale, come in quella reale, la nostra vera indole è sempre la stessa e se siamo persone socievoli, se frequentiamo gruppi nella vita reale, finiamo per fare lo stesso in quella virtuale. Ad ogni post c’è sempre, per prima, la curiosità di leggere cosa ne pensino le persone che conosciamo, che abbiamo imparato a stimare, anche se siamo sicuramente sempre aperti a nuovi interventi e conoscenze.

    Una domanda che mi pongo spesso è però in merito alla “lettura silenziosa” che è anche stata nominata su questi commenti.
    Premesso che, spesso, anch’io non riesco a commentare per motivi di tempo o proprio perché non ho nulla di significativo da dire in merito alla questione, mi chiedo se, per una persona che interviene regolarmente nei blog di un gruppo e non viene MAI ricambiata sul suo, non significhi questo: “ Ti accettiamo/sopportiamo nel nostro gruppo finchè dici la tua sugli argomenti proposti da noi, ma sappi che non siamo intenzionati a portare avanti nessun tipo di dialogo che sia proposto da te”, cosa che, alla fine, porterà ad allontanare la persona dal gruppo, sentendosi in qualche misura discriminata.
    Oppure: “ Vengo costantemente sul tuo blog sperando sempre di poter trovare un argomento da commentare ma, purtroppo, mi metti in condizione di non sapere mai come intervenire” , cosa che dovrebbe suggerire al proprietario del blog di farsi un piccolo esame di coscienza.
    Oppure: “Leggo per curiosità, per essere al corrente degli affari tuoi ( nel caso di un blog che racconti fatti personali),ma non mi interessa interagire, ne’ farti sapere che sono passato/a”, fatto che si commenta da solo.

    In quanto ai link, io non li guardo mai, come nemmeno mi ricordo di leggere i miei ( ricavo i contatti dai preferiti). Quello che guardo sono i commenti. Se ci sono commenti interessanti, intelligenti, spiritosi, che risvegliano il mio interesse, mi incuriosisco e clicco sull’icona che mi porta al blog di quella persona. I link, in quanto semplici nomi, non mi dicono nulla e non catturano la mia attenzione.
    Chiedo scusa alla padrona di casa che non conosce ancora la mia proverbiale “logorroicità” , ringrazio per l’ospitalità e prometto che questo sarà l’ultimo maxi-commento in merito alla discussione.
    Un abbraccio

  39. P.S. Abreast, conoscendo la tua precisione….mi scuso se nelle prime righe del post ho dimenticato di postare la parola ” necessario”:-)))
    Cose che capitano quando si scrive di fretta.
    Ariciao:-)))

  40. Non sarà facile riuscire a rispondere a tutti ma ci provo nel modo più coerente possibile.

    @ Kata… tranquilla lo spettacolo e gratis 🙂
    @Katherine… posta tranquilla in tutta lunghezza… guarda che malloppo è uscito a me! 🙂

    @ Per il dibattito

    Credo che sia necessario, ed a questo punto indispensabile, dividere il discorso in due parti che solo in un secondo momento potranno essere riunite.
    La prima riguarda la “gestione” del blog. Il proprietario decide, non necessariamente all’apertura, l’indirizzo che intende dare al proprio spazio virtuale. Ci sono blog tematici che non prevedono “aperture” verso altri argomenti, ci sono quelli senza un filo conduttore (tipo questo) dove il blogger pubblica secondo l’estro (estro è una parola grossa me ne rendo conto!) del momento.
    I blog tematici richiedono “lavoro”, ne è una dimostrazione il mio blog serio che tratta di un argomento settoriale e che per farlo “andare” necessiterebbe, da parte mia, di una costanza ed una dedizione che non ho.

    La seconda riguarda la Comunicazione in senso stretto.
    Un buon comunicatore deve mettere in condizione chi legge di capire ed al contempo incuriosire al punto da farlo tornare.

    A questo punto però bisogna specificare il motivo per il quale si apre un blog.
    Per quel che mi riguarda è nato come una sfida, senza pretese, non mi interessano i commenti nel senso che non guardo i contatori.
    Posto quello penso/sento/voglio dire se interessa mi fa piacere, se non interessa ma io ci tengo a dirlo… PACE

    Giusto per precisare una cosa che si evince dal dibattito: non tengo il conto di quante volte una persona mi lascia un commento e non mi sogno di andare a rimarcare se qualcuno non lo fa.
    Il riferimento, per essere chiari, è ad Abreast.
    Lo sai che ti dico quello che penso e trovo assolutamente fuori luogo il voler rimarcare da quanto tempo uno non passa (o lascia commenti) da te oppure puntualizzare se nessuno risponde ad un tuo commento.
    Se un tuo vecchio commento non ha ricevuto risposta evidentemente il discorso si era esaurito.
    Nessuno, almeno non io, evita di risponderti di proposito.

    Ho sicuramente lasciato da qualche parte qualche pezzo…

  41. hai saputo?! abre s’è fidanzato con manuelscorpione!

  42. di la verità non vuoi aiutarmi cosi presa dall’ira
    uccido abreast!
    furba lei!

  43. ma cosa dice Ale?
    Abreast con Manuelscorpione??
    ma dai
    vado a spargere al voce

  44. ossignur…un altro matrimonio…ho appena comprato il regalo per una coppia di ex alunni e mi toccherà tornare a comprarne un altro…il portafogli piange…ma cosa potrà mai essere utile contemporaneamente a pantere e scorpioni?;)

  45. ok, la conversazione può considerarsi conclusa qui, per quanto mi riguarda (visto che le mie parole non vengono comprese…).

Dimmi la tua

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: